Calazio

Il calazio è una piccola cisti benigna che si forma sulla palpebra. Spesso confuso con l'orzaiolo, può causare un lieve gonfiore o disagio. In questa pagina, approfondiamo le sue cause, i sintomi e i trattamenti più efficaci per gestirlo.

Che cos’è il calazio e perché si forma

Il calazio all’occhio è una condizione oftalmologica comune e di natura benigna.


Si tratta di un’infiammazione di una ghiandola palpebrale, detta ghiandola di Meibomio, dovuta a un’ostruzione. Quando questa ghiandola si blocca, il sebo (sostanza oleosa naturale) si accumula e origina una cisti conosciuta anche come lipogranuloma.


Il calazio può comparire sia sulla palpebra superiore sia sulla palpebra inferiore: quando è più profondo, si parla spesso di calazio occhio interno. Nella maggior parte dei casi è localizzato nella palpebra superiore, ma può interessare entrambi i lati.


Dal punto di vista visivo, il calazio all'occhio si presenta come un gonfiore circoscritto, simile a una piccola “pallina” o nodo duro sotto la pelle palpebrale. Generalmente non è doloroso, non comporta rischi per la vista e tende a guarire spontaneamente, seppur lentamente.

 

Le differenze principali tra calazio e orzaiolo

Il calazio viene frequentemente confuso con l’orzaiolo, ma sono disturbi diversi: chiarire le differenze aiuta a scegliere il trattamento più efficace.

Calazio

Causa
Ostruzione ghiandola di Meibomio (accumulo di sebo)

Localizzazione
All’interno della palpebra, può essere interno o sulla palpebra superiore/inferiore

Sintomi
Gonfiore indolore o lieve fastidio, arrossamento cutaneo.

Orzaiolo

Causa
Infezione batterica (solitamente stafilococchi)

Localizzazione
Alla base delle ciglia, bordo palpebra

Sintomi
Gonfiore doloroso, arrossamento evidente, possibile presenza di pus


Considera che il calazio è generalmente indolore o poco doloroso e compare internamente alla palpebra o sulla palpebra superiore, mentre l’orzaiolo risulta più doloroso e ha una componente infettiva.

 

Quali sono le cause principali del calazio

Le cause più comuni della formazione di un calazio all’occhio sono le seguenti.

  • Dieta ricca di grassi e zuccheri, perché può favorire l’ostruzione delle ghiandole.

  • Blefarite cronica (o infiammazione del bordo palpebrale), che aumenta la produzione di secrezioni oleose.

  • Scarsa igiene delle palpebre, specie in chi si trucca frequentemente o utilizza lenti a contatto senza pulizia adeguata.

  • Difetti visivi non corretti, che possono indurre a strizzare spesso gli occhi e aumentare l’irritazione delle ghiandole.

  • Predisposizione genetica, stress, disturbi ormonali o problematiche intestinali.

Alcuni lavoratori (ad esempio chi trascorre molte ore al pc) e chi soffre di allergie o intolleranze può essere più soggetto a ripetuti episodi di calazio all’occhio.

 

I sintomi più comuni per riconoscere un calazio

Un calazio si presenta come un gonfiore indolore o poco doloroso localizzato sulla palpebra: si trova spesso nella parte superiore ma può interessare anche la palpebra inferiore o essere ben visibile nell’occhio interno.

Vediamo quali sono i segnali più comuni per riconoscere un calazio all’occhio.

  • Gonfiore circoscritto o “pallina” sotto la pelle della palpebra (superiore o inferiore)

  • Lieve arrossamento della zona circostante

  • Sensazione di pesantezza o di corpo estraneo nella zona oculare

  • Talvolta può dare un leggero fastidio, ma raramente dolore intenso

Consultando immagini cliniche è possibile identificare alcune caratteristiche che distinguono il calazio da altri rigonfiamenti oculari. Tuttavia, per una diagnosi certa e per escludere altre condizioni simili, è sempre necessario consultare un oculista.


La domanda viene allora spontanea: quando consultare subito il medico? Se il gonfiore aumenta rapidamente, compaiono dolore acuto, febbre, alterazione della vista, è importante rivolgersi tempestivamente allo specialista.

 

Come curare il calazio: dai rimedi pratici alla terapia medica

Le opzioni di cura del calazio all’occhio sono diverse. Vediamo quali approcci ci sono.

Rimedi pratici

Si raccomanda di effettuare impacchi caldo-umidi con una garza sterile, da 5 a 10 minuti, anche più volte al giorno, aiuta a fluidificare il sebo e favorisce lo svuotamento naturale della ghiandola. È ideale anche massaggiare delicatamente la palpebra dopo l’impacco, sempre con mani ben pulite, per incentivare il drenaggio.

Terapie mediche

Nei casi più persistenti, l’oculista può prescrivere pomate antibiotiche/steroidee o colliri: vanno utilizzati esclusivamente su indicazione del medico.

Intervento chirurgico (per calazio incistato)

Quando il calazio si cronicizza (si parla di “calazio incistato”), lo specialista può proporre l’asportazione tramite un semplice intervento ambulatoriale chiamato courettage. La procedura avviene in ambiente sterile e in anestesia locale, che viene praticata direttamente nella palpebra.


Durante il courettage, il chirurgo effettua una piccola incisione solitamente sulla faccia interna della palpebra, in modo da non lasciare cicatrici visibili sulla pelle esterna. Attraverso questa apertura, viene inserito uno strumento specifico chiamato curette, che permette di svuotare la cisti e rimuovere accuratamente il materiale infiammatorio e sebaceo accumulato all’interno della ghiandola di Meibomio.


La procedura dura generalmente pochi minuti: dopo aver rimosso tutto il materiale, viene esercitata una leggera pressione per arrestare eventuali micro-sanguinamenti e si applica una medicazione o pomata antibiotica per favorire la guarigione. Nella maggior parte dei casi non sono necessari punti di sutura, e il recupero avviene rapidamente, con un miglioramento visibile già nelle prime settimane.

 

Quanto dura un calazio e come si può prevenire

Il calazio all’occhio generalmente si risolve spontaneamente in un periodo che può andare da alcuni giorni fino a qualche settimana. La maggior parte dei casi guarisce grazie ai semplici rimedi domiciliari e senza necessità di trattamenti invasivi.


Tuttavia, può accadere che il calazio non si riassorba: se il gonfiore persiste per diverse settimane o mesi e si indurisce, si parla di calazio incistato. In questa situazione, il materiale infiammatorio al suo interno viene "circondato" da una capsula fibrosa che ne impedisce il riassorbimento spontaneo. Il calazio incistato tende a restare stabile, senza dolore significativo, ma può risultare fastidioso dal punto di vista estetico o dare un lieve senso di peso sulla palpebra. In questi casi, solo l’intervento chirurgico (courettage) permette la risoluzione definitiva.


Per ridurre il rischio di formazione e recidiva del calazio, è fondamentale adottare alcuni accorgimenti quotidiani:

  • Igiene regolare delle palpebre: detergere delicatamente le palpebre ogni giorno, usando salviette oculari o prodotti specifici, soprattutto se si utilizzano trucco o lenti a contatto.

  • Evitare di toccarsi o strofinarsi gli occhi con le mani sporche, principale via di contaminazione e irritazione delle ghiandole palpebrali.

  • Adottare un’alimentazione equilibrata: ridurre il consumo eccessivo di grassi e zuccheri, privilegiando frutta, verdura e cibi ricchi di vitamine.

 

Cosa fare e cosa evitare in presenza di un calazio

Cosa fare:

  • Applicare impacchi caldo-umidi regolarmente.

  • Massaggiare delicatamente la palpebra dopo gli impacchi.

  • Prestare massima attenzione all’igiene degli occhi e delle mani.

  • Mantenere pulito anche il bordo ciliare, rimuovendo eventuali residui.

Cosa evitare:

  • Non schiacciare, bucare o “pungolare” il calazio: si rischiano infezioni e cicatrici.

  • Non strofinare ripetutamente l’occhio.

  • Non mettere lenti a contatto o trucco fino a completa guarigione.

  • Non assumere farmaci o prodotti senza indicazione dello specialista.

 

Il calazio nei bambini: una guida per i genitori

Il calazio all’occhio per un bambino è particolarmente frequente, specie nei più piccoli che tendono a toccarsi gli occhi con le mani spesso sporche.


Questa abitudine aumenta il rischio di ostruzione delle ghiandole di Meibomio, favorendo la comparsa di calazi, soprattutto in età prescolare e scolare. Inoltre, i bambini sono fisiologicamente più soggetti a irritazioni e infiammazioni palpebrali, anche per la loro pelle delicata.

 

Consigli pratici per i genitori:

  • All’insorgere di gonfiore e arrossamento sulla palpebra, il primo approccio raccomandato è l’utilizzo di impacchi caldo-umidi più volte al giorno, applicati con delicatezza. Questi semplici rimedi favoriscono il drenaggio naturale della ghiandola.

  • Non tentare mai di schiacciare, forare il calazio o applicare prodotti senza indicazione medica, perché la cute dei bambini è particolarmente sensibile e il rischio di complicanze o infezioni è maggiore.

  • Se il calazio non si risolve in pochi giorni, tende ad aumentare di dimensioni, provoca fastidio rilevante o si ripresenta frequentemente, è fondamentale rivolgersi a un oculista pediatrico. Solo uno specialista può confermare la diagnosi, escludere altre cause di gonfiore palpebrale e, se necessario, valutare l’opportunità di una terapia specifica.

 

Domande frequenti sul calazio

  • Il calazio è contagioso?

    No, il calazio occhio non è contagioso. Trattandosi di una cisti da ostruzione e non provocata da batteri (come l’orzaiolo), non si trasmette da persona a persona.

  • Il calazio è pericoloso o può diventare un tumore?

    Il calazio è una lesione benigna: solo in rarissimi casi, se una pallina persiste senza modificarsi per molti mesi, lo specialista ne potrà consigliare la rimozione e una valutazione istologica per escludere altre patologie più gravi.

  • L’intervento per il calazio lascia cicatrici?

    Il piccolo intervento ambulatoriale generalmente non lascia cicatrici visibili, anche nei bambini, se realizzato da specialisti esperti.

  • Devo andare al pronto soccorso?

    In assenza di dolore forte, febbre o alterazioni della vista, il pronto soccorso non è necessario. È sufficiente rivolgersi a un oculista per valutare la miglior cura.