Ascesso tonsillare
L'ascesso tonsillare è una complicanza di un'infiammazione delle tonsille, che si manifesta con dolore intenso alla gola e difficoltà a deglutire. Informarsi sui sintomi e sulle cause è essenziale per un intervento tempestivo e per prevenire ulteriori problemi.
Che cos'è un ascesso tonsillare (o peritonsillare)
L’ascesso tonsillare, chiamato anche ascesso peritonsillare, è una raccolta di pus che si forma in prossimità di una tonsilla, spesso a seguito di una tonsillite non trattata o non guarita correttamente. Questi due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, anche se tecnicamente c’è una piccola differenza:
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l’ascesso peritonsillare si sviluppa nello spazio tra la tonsilla e la parete della gola;
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l’ascesso tonsillare si trova all’interno della stessa tonsilla.
Si tratta, in otorinolaringoiatria, di una complicanza relativamente rara ma molto fastidiosa che colpisce sia adulti che bambini, specialmente in presenza di infezioni ricorrenti alla gola.
L’infiammazione determina una tumefazione dolorosa nella zona peritonsillare, causando dolore intenso, difficoltà ad aprire la bocca e, se non trattata, può estendersi ai tessuti circostanti.
Quali sono le cause e i sintomi da non sottovalutare
La principale causa dell’ascesso tonsillare è un’infezione batterica, frequentemente causata da streptococchi o altri germi normalmente presenti nella gola, che riescono a penetrare nei tessuti e a formare una raccolta di pus. Questa complicanza di solito si verifica come conseguenza di una tonsillite acuta non adeguatamente curata o in soggetti con una predisposizione alle infezioni ricorrenti delle vie aeree superiori.
Riconoscere per tempo i sintomi è fondamentale per intervenire rapidamente e ridurre il rischio di conseguenze gravi. Andiamo più nel dettaglio.
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Mal di gola intenso, quasi sempre unilaterale: il dolore è tipicamente localizzato da un lato e peggiora rapidamente, al punto che anche parlare o deglutire diventa difficile.
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Difficoltà e dolore a deglutire (disfagia): il paziente può avere la sensazione che il cibo fatichi a passare.
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Febbre: spesso alta, anche oltre i 38°C, associata a brividi e malessere generale.
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Voce ovattata o “soffocata”: la voce può cambiare aspetto, diventando nasale, soffocata o “impastata”.
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Difficoltà ad aprire completamente la bocca (trisma): a causa del dolore e del gonfiore, risulta difficile parlare, masticare e lavarsi i denti.
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Gonfiore del collo e dolore irradiato all’orecchio: la zona del collo vicino alla mandibola può gonfiarsi e il dolore può irradiarsi verso l’orecchio dallo stesso lato.
Altri segni, meno frequenti ma possibili, sono alitosi intensa, sensazione di corpo estraneo in gola e, in casi avanzati, difficoltà respiratoria.
Come avviene la diagnosi: quando è il momento di vedere un medico
La diagnosi di ascesso tonsillare viene sempre effettuata da un medico, preferibilmente da uno specialista otorinolaringoiatra mediante esame visivo della gola. Il medico può notare una tonsilla molto gonfia e arrossata, spesso spostata verso il centro del palato, con la presenza di pus o di una vera e propria tumefazione.
In alcuni casi dubbi o particolarmente complessi, possono essere richiesti esami come un’ecografia del collo o una TC (tomografia computerizzata) per valutare meglio la dimensione, la posizione e l’estensione dell’ascesso. Questi esami strumentali sono utili soprattutto se non si riesce ad aprire bene la bocca o se si sospettano complicanze nei tessuti circostanti.
È fondamentale rivolgersi a un medico in presenza dei sintomi elencati sopra, in particolare se il dolore è molto forte, unilaterale, peggiora rapidamente o si accompagna a difficoltà respiratorie o nel deglutire. È errato aspettare che la situazione migliori da sola: prenotare una visita specialistica aiuta ad ottenere una diagnosi rapida ed evitare complicazioni serie.
Come si cura l'ascesso tonsillare: i trattamenti più efficaci
Nella maggior parte dei casi, l’ascesso tonsillare si risolve con cure tempestive e appropriate. Le opzioni di trattamento sono diverse e vengono scelte in base alla gravità della situazione: ci sono alcune tipologie.
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Terapia antibiotica: è il primo approccio e consiste nella prescrizione di antibiotici ad ampio spettro, spesso da assumere per via orale, a volte per via endovenosa nei casi più gravi o in pazienti fragili. Gli antibiotici sono fondamentali per eradicare l’infezione e prevenire complicanze.
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Drenaggio o incisione: se la raccolta di pus è di grandi dimensioni o non migliora dopo 24-48 ore di terapia antibiotica, può essere necessario inciderla chirurgicamente o drenarla con ago o bisturi. Questa procedura viene eseguita in ambulatorio, spesso con anestesia locale, e permette un rapido sollievo dal dolore e una più rapida guarigione.
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Tonsillectomia: nei pazienti con episodi ricorrenti di ascessi o quando l’infezione non risponde alle terapie conservative, si può valutare la rimozione completa delle tonsille.
In tutti i casi, il trattamento viene stabilito su misura dal medico per garantire una guarigione completa e ridurre al minimo il rischio di recidive o complicanze future.
Cosa aspettarsi dopo la cura: recupero e consigli utili
Se trattato correttamente, il recupero dopo un ascesso tonsillare è generalmente rapido: la maggior parte delle persone nota un miglioramento già nei primi giorni dalla terapia specifica. Il ritorno alle normali attività può avvenire dopo 7-10 giorni, purché non persista dolore importante, febbre o difficoltà a mangiare.
Un aspetto fondamentale per accelerare la guarigione e prevenire fastidi inutili è seguire alcune indicazioni sull’alimentazione.
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Prediligere alimenti liquidi, morbidi e freddi: subito dopo la procedura o la terapia antibiotica, scegli cibi facili da ingerire e che non irritano la gola, come gelati, yogurt al naturale, frappé e frullati di frutta, budini, creme di cereali raffreddate e passati di verdura tiepidi o freddi. Anche vellutate e puree ben lisce possono andare bene, a patto che non siano calde e non contengano pezzetti.
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Alternare con ghiaccioli o acqua fresca a piccoli sorsi: aiutano ad anestetizzare il dolore locale e a ridurre il gonfiore.
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Bere molto durante il giorno: una buona idratazione è fondamentale per mantenere le mucose umide, favorire la guarigione dei tessuti e facilitare l’eliminazione delle tossine. Scegli acqua, camomilla tiepida o tè leggero, evitando bevande gasate, zuccherate e succhi acidi.
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Per i pasti principali, è ideale provare zuppe leggere o brodi filtrati, senza pezzi, e semolini o pastine stracotte che scivolano facilmente senza stressare la gola. Anche omogeneizzati, mousse di frutta, ricotta e formaggi freschi spalmabili sono ottime opzioni in questa fase.
Al contrario, alcuni cibi sono da evitare durante la fase di recupero.
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Alimenti duri, secchi o croccanti: pane tostato, biscotti, cracker, grissini, patatine e arachidi possono graffiare le mucose fragili della gola e provocare dolore o sanguinamento.
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Cibi piccanti, speziati o acidi: pepe, peperoncino, curry, cibi marinati con aceto, agrumi e succhi agrumati irritano ulteriormente la gola e rallentano la guarigione.
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Alimenti molto caldi: le alte temperature possono riacutizzare il dolore e aumentare il gonfiore.
Nel caso in cui sia stato necessario il drenaggio o la tonsillectomia, il recupero può includere una sensazione di dolore residuo e talvolta piccoli sanguinamenti: è ideale informare sempre il medico di qualunque sintomo anomalo.
Domande frequenti sull’ascesso tonsillare (FAQ)
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L’ascesso tonsillare è pericoloso?
Può diventare pericoloso se non viene trattato tempestivamente, perché l’infezione può estendersi a strutture vicine (collo, vie respiratorie) e, in rari casi, causare complicanze gravi come la sepsi.
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L’ascesso tonsillare è contagioso?
L’ascesso in sé non è contagioso, ma le infezioni virali o batteriche che possono causarlo sì. È sempre buona norma evitare il contatto con persone malate e seguire le basilari regole di igiene.
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È possibile prevenire l’ascesso tonsillare?
Prevenire è possibile intervenendo subito sulle tonsilliti, curandole correttamente fino alla completa guarigione, e monitorando i soggetti a rischio.
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Cosa succede se un ascesso scoppia da solo?
Può verificarsi un improvviso sollievo dal dolore, ma resta il rischio di disseminazione di batteri nei tessuti circostanti. È fondamentale rivolgersi al medico anche in questi casi per completare la cura.
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È necessario togliere le tonsille dopo un ascesso?
Si valuta la tonsillectomia solo nei casi ricorrenti o quando le terapie conservative falliscono; non è sempre indispensabile dopo un singolo episodio.
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Il drenaggio dell’ascesso è doloroso?
Il drenaggio viene effettuato in anestesia locale e viene avvertito solo un leggero fastidio; il sollievo dal dolore associato all’ascesso è solitamente molto rapido dopo la procedura.