Visita ortottica: cos'è, quando farla e come funziona per adulti e bambini

Che cos'è la visita ortottica e a cosa serve
La visita ortottica è un esame specialistico non invasivo che ha l'obiettivo di valutare la funzionalità dell'apparato neuromuscolare dell’occhio, cioè come lavorano insieme i muscoli oculari e quanto sono coordinati entrambi gli occhi.
Serve a individuare e prevenire problemi di allineamento, motilità e collaborazione tra i due occhi che possono influire sulla qualità della visione. Vediamo i principali.
- Strabismo: disallineamento degli occhi, che può essere evidente o lieve e creare problemi estetici e funzionali.
- Ambliopia (occhio pigro): ridotta capacità visiva di un occhio che non viene corretta da lenti, spesso perché un occhio “lavora” meno durante l'infanzia.
- Visione doppia (diplopia): percezione di due immagini invece di una sola, a volte associata a difetti muscolari o neurologici.
- Affaticamento visivo (astenopia): stanchezza, bruciore, mal di testa e occhi che si arrossano dopo impegno visivo prolungato, specie al computer.
La visita ortottica fa parte delle principali specialità oftalmologiche offerte da Smart Clinic, ed è uno strumento fondamentale sia per la prevenzione in età pediatrica sia per la diagnosi tempestiva in età adulta.
Qual è la differenza tra visita ortottica e visita oculistica
È importante distinguere questi due percorsi, spesso fonte di confusione.
- La visita oculistica è condotta dal medico oculista e valuta la salute dell’occhio, identificando/curando patologie (come cataratta, glaucoma, retinopatie) e difetti visivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia, presbiopia).
- La visita ortottica, invece, è eseguita dall’ortottista, un professionista sanitario laureato e specializzato nella valutazione e nella riabilitazione della coordinazione muscolare oculare. L’ortottista si occupa della funzionalità dei muscoli degli occhi e della loro collaborazione.
Le due visite sono complementari, non alternative. Spesso una valutazione ortottica segue o completa quella oculistica, soprattutto nei casi pediatrici o se ci sono sintomi “dinamici” (come visione doppia, fatica visiva, strabismo).
Come si svolge una visita ortottica: i test principali
La visita ortottica non prevede dolore né procedure invasive, e dura in media dai 20 ai 30 minuti. Vediamo cosa comprende di solito.
- Anamnesi dettagliata: raccolta di tutte le informazioni su sintomi, abitudini visive, precedenti familiari e personali.
- Valutazione dei movimenti oculari: controllo della mobilità di entrambi gli occhi in tutte le direzioni, per identificarne eventuali limitazioni o “strappi” dei muscoli oculari.
- Cover test: l’ortottista copre alternativamente un occhio e osserva le reazioni dell’altro. Serve a evidenziare micro-strabismi o problemi di allineamento che spesso sfuggono ad altri esami.
- Test per la visione tridimensionale (“stereopsi”): verifica della profondità e della collaborazione tra i due occhi nella percezione degli oggetti nello spazio.
- Test di convergenza e accomodazione: prove specifiche che analizzano la capacità degli occhi di avvicinarsi e di mettere a fuoco oggetti a varie distanze.
- Valutazione della motilità extrinseca: accertamento di eventuali restrizioni nei movimenti oculari dovute a cause muscolari o neurologiche.
I risultati vengono interpretati in tempo reale: in base all'esito, può essere programmato un percorso di cura personalizzato.
Quando è consigliata la visita ortottica per i bambini
La visita ortottica nei bambini è fondamentale per individuare e risolvere precocemente eventuali problemi di allineamento e sviluppo visivo. Lo screening ortottico è consigliato entro i 3-4 anni di età: in questa fascia d’età il cervello è ancora molto “plastico” e la prevenzione dell’ambliopia (o “occhio pigro”) può fare la differenza su tutta la vita.
Occorre però fare attenzione a questi potenziali segnali di allarme:
- il bambino inclina spesso la testa per guardare gli oggetti o segue le cose solo con un occhio;
- tende ad avvicinarsi troppo alla TV, ai libri o ai giochi.
- strizza gli occhi, chiude un occhio al sole o in caso di luce intensa.
- lamenta spesso mal di testa, affaticamento o bruciore agli occhi.
Anche in assenza di sintomi evidenti, uno screening ortottico in età prescolare è raccomandato da tutte le linee guida. La diagnosi precoce è la migliore alleata della prevenzione.
La visita ortottica nell'adulto: i sintomi da non sottovalutare
Molti adulti sottovalutano disturbi dovuti a un alterato funzionamento della muscolatura oculare, a volte confondendoli con la semplice stanchezza. In realtà, la vita lavorativa, lo stress visivo da computer e l’età possono rendere la visita ortottica essenziale anche dopo l’infanzia.
Vediamo allora dei potenziali sintomi da non trascurare:
- affaticamento visivo dopo molte ore davanti a schermi;
- mal di testa ricorrente durante la lettura o attività prolungate di concentrazione;
- visione doppia occasionale o costante, soprattutto in alcune posizioni dello sguardo;
- difficoltà improvvisa a mettere a fuoco o a coordinare i movimenti oculari;
- disturbi visivi dopo un trauma cranico, in presenza di patologie neurologiche o dopo interventi chirurgici oculari.
La valutazione ortottica può individuare problemi che, se diagnosticati per tempo, sono risolvibili con esercizi riabilitativi o piccoli accorgimenti nella routine quotidiana.
Dalla diagnosi alla riabilitazione visiva: il percorso di cura
La visita ortottica non si limita a individuare un problema: rappresenta il primo passo in un percorso di riabilitazione visiva ortottica personalizzato, pensato per migliorare concretamente la qualità di vita.
Gli esercizi ortottici (o training visivo), eseguiti sotto supervisione dello specialista, sono progettati per:
- recuperare o potenziare la collaborazione tra gli occhi;
- ridurre la visione doppia e la difficoltà di messa a fuoco;
- migliorare l’allineamento e le capacità di concentrazione visiva.
Questa riabilitazione è indicata sia nei bambini (strabismo, ambliopia, difficoltà scolastiche) che negli adulti (affaticamento visivo, visione doppia da cause muscolari o neurologiche).
Smart Clinic affianca alla diagnosi un percorso di trattamento su misura, offrendo soluzioni all’avanguardia che spaziano dagli esercizi in studio fino ad accorgimenti da mettere in pratica a casa.
Domande frequenti (FAQ)
- Cosa fa esattamente un ortottista? L'ortottista è un professionista sanitario laureato, esperto nella valutazione, prevenzione e trattamento dei disturbi dei muscoli oculari e della collaborazione tra i due occhi. Lavora in stretta collaborazione con l’oculista.
- La visita ortottica è dolorosa o invasiva? No. Tutti i test sono non invasivi, indolori e adatti a ogni età. Durante la visita si fanno semplici osservazioni e prove di collaborazione oculare.
- È necessaria l'impegnativa del medico per prenotare? In molti casi la visita ortottica può essere prenotata direttamente presso centri come Smart Clinic. Se richiesta per esami in convenzione o in alcune strutture pubbliche, potrebbe essere necessaria l’indicazione del medico di base o dello specialista.
- Come devo prepararmi alla visita? Non è necessaria una preparazione particolare. Consigliamo di portare eventuali referti di precedenti visite oculistiche, gli occhiali abituali (se portati) e, per i bambini, eventuali disegni o quaderni che possano aiutare a ricostruire la storia visiva.