Smart Clinic: quando l’insonnia parla al respiro

Smart Clinic: quando l’insonnia parla al respiro

Il Dott. Dalla Sala, pneumologo presso Smart Clinic, spiega la relazione tra insonnia e patologie respiratorie, sottolineando l’importanza di una diagnosi integrata.

Qual è il legame tra insonnia e pneumologia?
L’insonnia è sovente associata a fattori psicologici, ma spesso nasconde cause organiche, tra cui patologie respiratorie. La più nota è la sindrome delle apnee ostruttive del sonno, in cui il respiro si interrompe ripetutamente, portando a risvegli frequenti e a una percezione di sonno non ristoratore.

Come può una patologia respiratoria provocare o peggiorare l'insonnia?
La respirazione notturna è fondamentale per la qualità del sonno. In presenza di apnee ostruttive, asma non controllata o broncopneumopatia cronica ostruttiva, il corpo è sottoposto a micro-risvegli continui dovuti a una riduzione dell’ossigenazione. Anche disturbi lievi come ipoventilazione notturna, riniti croniche o deviazioni del setto nasale possono scatenare insonnia cronica.

Quindi, in certi casi, curare il problema respiratorio risolve anche l’insonnia?
Si, spesso i pazienti trattati con ventilazione meccanica hanno un miglioramento della qualità del sonno. Allo stesso modo, un’asma notturna può causare sintomi che interferiscono con il sonno e generano un circolo vizioso tra sonno disturbato e peggioramento respiratorio.

Come avviene il percorso diagnostico?
Il paziente viene sottoposto a una visita pneumologica con anamnesi approfondita, eventualmente integrata con spirometria, ossimetria notturna e polisonnografia, un esame fondamentale per osservare il respiro durante le diverse fasi del sonno. L’approccio terapeutico può includere dispositivi ventilatori, terapie farmacologiche o interventi ORL. Inoltre, per affrontare l’insonnia da tutte le sue angolazioni, lavoriamo a stretto contatto con psicologi, neurologi e altri specialisti.

Il sonno è un bisogno primario e se l’insonnia è persistente, è fondamentale rivolgersi a professionisti che possano escludere o identificare eventuali cause organiche, incluse quelle respiratorie.

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