Smart Clinic in prima linea nella gestione del paziente polipatologico

La gestione del paziente polipatologico rappresenta una delle sfide più complesse per il sistema sanitario contemporaneo. L’aumento dell’aspettativa di vita e l’invecchiamento della popolazione hanno reso sempre più frequente la presenza di più patologie croniche nello stesso individuo, con ricadute importanti sul piano clinico, assistenziale ed economico. In questo contesto, Smart Clinic, realtà d’eccellenza del Gruppo San Donato, si distingue per un modello innovativo che integra competenze multidisciplinari, tecnologie avanzate e attenzione personalizzata.
Ne abbiamo parlato con il Dott. Giorgio Serino, medico internista e Direttore Sanitario delle Smart Clinic milanesi e bergamasche, per fare chiarezza sul ruolo cruciale dell’internista nella gestione coordinata e continuativa del paziente complesso.
Dottor Serino, chi è oggi il paziente polipatologico e perché è così importante parlarne?
Il paziente polipatologico è una persona che presenta contemporaneamente due o più malattie croniche, spesso interconnesse tra loro: diabete, ipertensione, insufficienza renale, patologie cardiache, solo per citarne alcune. Si tratta di una condizione sempre più frequente, soprattutto tra gli over 65, ma non solo. Parlare di questo tipo di paziente è fondamentale perché la gestione non può essere affidata a singole specialità in modo separato: richiede una visione d’insieme, una regia clinica unica.
Chi se ne occupa davvero, nella pratica quotidiana?
Oggi, troppo spesso, il paziente polipatologico si trova a dover gestire autonomamente visite, esami e terapie prescritti da diversi specialisti, senza un reale coordinamento. In questo scenario, il medico internista può e deve svolgere un ruolo centrale: è la figura che conosce l’interazione tra le varie patologie, i farmaci in uso e l’impatto globale sullo stato di salute del paziente. All’interno di Smart Clinic, questo ruolo viene valorizzato proprio per garantire un percorso di cura coerente, sicuro ed efficace.
Quali sono i rischi di una gestione frammentata del paziente?
Il rischio principale è la perdita della visione globale. Ogni specialista può intervenire correttamente sulla singola patologia, ma senza un coordinamento clinico si possono generare sovrapposizioni terapeutiche, interazioni farmacologiche pericolose o addirittura contraddizioni nei trattamenti. Questo non solo compromette l’efficacia della cura, ma può portare a ricoveri evitabili, scarsa aderenza alle terapie e peggioramento della qualità della vita del paziente.
In che modo Smart Clinic affronta queste criticità?
All’interno di Smart Clinic adottiamo un approccio multidisciplinare strutturato. L’internista non lavora da solo, ma in sinergia con cardiologi, endocrinologi, nefrologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti, costruendo insieme un piano personalizzato per ogni paziente. Questo consente di monitorare costantemente l’evoluzione clinica, prevenire complicanze e ottimizzare i trattamenti. Inoltre, grazie all’integrazione con le tecnologie del Gruppo San Donato, possiamo accedere a dati clinici aggiornati e condivisi, garantendo continuità assistenziale.
Qual è il messaggio che vorrebbe trasmettere ai pazienti e ai loro familiari?
Vorrei dire loro che non sono soli. La complessità clinica non deve tradursi in confusione o incertezza. Esistono luoghi come Smart Clinic, dove la cura non è solo prestazione medica, ma percorso condiviso, accompagnamento, ascolto. La medicina interna può rappresentare quel punto di riferimento stabile di cui il paziente polipatologico ha bisogno. E questo è, oggi più che mai, un dovere etico oltre che professionale.
La figura del medico internista torna al centro della scena come coordinatore della complessità clinica, in un sistema sanitario che ha bisogno di visione, organizzazione e umanità. La risposta alla domanda “chi si occupa davvero del paziente polipatologico?” non può che essere corale, ma con una guida esperta, come quella del Dott. Serino e del team di Smart Clinic, è possibile garantire continuità, qualità e centralità della persona.