Salute degli occhi: le regole della prevenzione da 0 a 99 anni 21 novembre 2024

Salute degli occhi: le regole della prevenzione da 0 a 99 anni 21 novembre 2024

La prevenzione, anche quando di tratta di occhi, è fondamentale per garantire lo sviluppo e il mantenimento di una corretta capacità visita. Vediamo quando iniziare a eseguire i controlli visivi e quali sono le fasce d’età più ‘a rischio’ di sviluppare patologie.


Quando fare la prima visita oculistica

Una prima visita completa andrebbe effettuata intorno ai 3 anni per tutti i bambini, in particolare se ci sono dubbi di:

  • strabismo;
  • patologie familiari, congenite;
  • problemi di lacrimazione.

A questa età, infatti, è possibile ottenere una discreta collaborazione da parte dei bimbi per valutare la refrazione e iniziare una quantificazione visiva. È inoltre utile la visita ortottica per verificare come lavorano insieme i 2 occhi sia da lontano sia da vicino, nonché la presenza della stereopsi, cioè la visione tridimensionale.

[Image of common refractive errors: myopia, hyperopia, and astigmatism]

Qualora non vi siano difetti importanti è utile ripeterla almeno ogni 2 anni per valutare la necessità di correzione refrattiva in caso di astigmatismo, ipermetropia e miopia, la cui età d’insorgenza sta molto scendendo (spesso è già evidente dai primi anni di elementari).


La frequenza della visita oculistica nell’adolescenza

Anche durante l’adolescenza è consigliabile una visita ogni 2 anni. In particolare, è importante non trascurare le forme di astigmatismo che, se compaiono in adolescenza, devono essere gestite con rapidità e cure specifiche.

La prevenzione in età adulta

A tutte le età è fondamentale eseguire visite oculistiche di controllo anche in assenza di sintomi specifici. Vedere bene, con o senza occhiali, infatti, non garantisce che l’occhio sia sano. Inoltre, una valutazione oculistica corretta può aiutare a diagnosticare patologie di vario tipo come quelle reumatologiche o tiroidee, nonché ipertensione, diabete.

In età adulta, una fase ‘delicata’ è quella dopo i 40 anni, quando anche in persone che ritengono di aver sempre visto adeguatamente inizia ad insorgere la presbiopia e diventano più frequenti patologie come il glaucoma, legato ad aumento cronico della pressione dell’occhio.

Un’altra problematica rilevante che generalmente insorge già intorno ai 60 anni è rappresentata dalla cataratta, ovvero una progressiva opacizzazione del cristallino che determina la riduzione della capacità visiva e disturbi alla guida, al punto da rendere necessario l’intervento chirurgico di sostituzione del cristallino.

Dopo i 65 anni, invece, particolare attenzione deve essere posta alle maculopatie, patologie che determinano la distorsione delle immagini e la progressiva perdita della visione centrale. Nelle forme avanzate possono manifestarsi riduzioni importanti della capacità visiva, a volte da trattare con iniezioni specifiche (terapie intravitreali).

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