Esame audiometrico tonale: cos'è, come si svolge e perché è importante

Esame audiometrico tonale: cos’è e a cosa serve
L’esame audiometrico tonale o audiometria tonale è una valutazione semplice, rapida e senza alcun dolore che permette di misurare la capacità uditiva di una persona. Nel dettaglio, si tratta del test di riferimento per rilevare l’eventuale presenza di una perdita dell’udito, detta ipoacusia.
Durante l’esame, che ricade nell'otorinolaringoiatria, si determina la cosiddetta “soglia uditiva”, cioè il livello minimo di intensità (volume) dei suoni che il paziente riesce a percepire alle diverse frequenze.
Effettuare questo test è importante perché consente di diagnosticare riduzioni dell’udito anche lievi, prevenire complicazioni e impostare tempestivamente la giusta terapia o, se necessario, consigliare l’utilizzo di apparecchi acustici.
I casi più comuni in cui si prescrive questo esame sono diversi: dal sospetto calo dell’udito progressivo, fino a acufeni (fischi, ronzii), vertigini, controllo dopo interventi chirurgici all’orecchio, traumi acustici e, infine, come monitoraggio in età avanzata.
Come si svolge l’esame audiometrico
L’esame audiometrico tonale è molto semplice e richiede solo pochi minuti. Vediamo le fasi principali.
- Il paziente entra in una cabina silente (insonorizzata), progettata per eliminare i rumori esterni e rendere le misurazioni più precise.
- Uno specialista posiziona le cuffie sulle orecchie della persona da esaminare.
- Il tecnico o l’audiologo invia dei suoni puri (“toni”) di diversa intensità e frequenza alle cuffie, uno per volta, prima da un orecchio e poi dall’altro.
- Ogni volta che il paziente percepisce un suono, deve semplicemente alzare la mano, premere un pulsante o segnalare in altro modo indicato, così lo specialista registra la risposta.
In aggiunta alla misurazione con le cuffie (via aerea), si effettua talvolta una misurazione per via ossea: in questo caso si posiziona un piccolo vibratore dietro l’orecchio, precisamente sull’osso mastoide, che trasmette direttamente le vibrazioni al sistema uditivo interno. Questa tecnica serve a distinguere tra ipoacusia di trasmissione e neurosensoriale.
Grazie a questi semplici passaggi, l’audiometria permette di individuare con precisione il tipo e il grado di perdita uditiva, se presente.
L’esame è doloroso o richiede una preparazione?
L’esame audiometrico tonale non è doloroso, non è invasivo e, non da ultimo, non comporta rischi o effetti collaterali.
Difatti, non viene impiegato alcun ago, farmaco o strumento che può arrecare fastidio durante l’esame: serve solo la collaborazione del paziente nel rispondere agli stimoli acustici. È considerato uno degli esami di screening audiologici più tollerati anche dai bambini e dagli anziani.
Di norma non è richiesta nessuna preparazione particolare; non bisogna essere a digiuno, non occorre sospendere terapie e non ci sono comportamenti specifici da seguire nei giorni precedenti. Si consiglia solo di riposare bene le orecchie il giorno prima, evitando rumorosità eccessiva. L’esperienza diretta dei pazienti conferma che si tratta di un test semplice e sereno, spesso anche ripetuto negli screening di popolazione o nelle visite preventive.
Come leggere il referto: l’interpretazione dell’audiogramma
Al termine dell’esame il paziente riceve il referto dell’esame audiometrico tonale, rappresentato da un grafico chiamato audiogramma. Comprenderlo in modo basilare è utile per parlarne consapevolmente con lo specialista.
Il grafico del referto riporta:
- sull’asse orizzontale le frequenze (i diversi toni, da quelli più gravi a sinistra ai più acuti a destra, ad esempio 125 Hz fino a 8000 Hz);
- sull’asse verticale troviamo l’intensità (il volume, espresso in decibel), che va da valori negativi/zero (top del grafico, ascolto perfetto) fino a 100 dB o più (fondo del grafico, sordità profonda).
Sull’audiogramma compaiono poi due curve:
- una per l’orecchio destro (spesso colorata in rosso);
- una per il sinistro (colorata in blu o nero).
Il medico traccia questi dati segnando i risultati via aerea e via ossea per ogni frequenza testata. Per quanto riguarda i valori ritenuti normali, una soglia uditiva che rimane sopra i 20-25 decibel per tutte le frequenze testate è considerata nella norma. Curve che si abbassano oltre questa soglia indicano una perdita uditiva di grado variabile.
Va da sé che l’interpretazione dettagliata e la diagnosi devono essere affidate esclusivamente allo specialista otorinolaringoiatra o audiologo, che valuta l’audiogramma nel contesto dei sintomi e dell’età del paziente.
Domande frequenti sull’esame audiometrico
- Quanto dura l’esame audiometrico tonale? Generalmente il test dura tra i 10 e i 20 minuti, dipende dalla collaborazione del paziente e dal numero di frequenze valutate.
- Qual è la differenza tra esame audiometrico tonale e vocale? L’audiometria tonale testa la capacità di sentire toni puri, mentre l’audiometria vocale valuta la capacità di comprendere parole o frasi. Entrambi i test sono complementari per una diagnosi completa.
- Come si svolge l’esame audiometrico per i bambini? Nei bambini si utilizzano giochi e sistemi di rinforzo visivo, oltre a tecniche adatte per mantenere alta l’attenzione e ottenere risposte affidabili.
- A che età si consiglia un primo controllo dell’udito? Il controllo audiometrico è già previsto alla nascita con screening neonatale. Nel corso della crescita, test specifici sono consigliati in caso di sospetti, poi periodicamente a scuola, in adolescenza e in età adulta, soprattutto dopo i 50 anni.
- Cosa succede se l’esame rileva una perdita uditiva? In caso di sordità o ipoacusia, lo specialista proporrà ulteriori accertamenti per identificare cause e grado del disturbo e, se necessario, consigliare protesi acustiche, terapie o riabilitazione personalizzata.