Anticorpi anti nucleo (ANA): valori, cause e patologie collegate

Cosa sono gli anticorpi anti nucleo (ANA)?
Gli anticorpi anti nucleo (ANA) sono autoanticorpi, cioè anticorpi prodotti dal sistema immunitario che invece di difendere l’organismo dagli aggressori esterni, “per errore” attaccano alcune parti sane delle cellule stesse, in particolare le strutture contenute all’interno del nucleo: si può pensare al sistema immunitario come a una “squadra di difesa”, che però, a causa di un malfunzionamento, finisce per puntare le armi contro il proprio stesso corpo.
La presenza di questi anticorpi è un "indicatore" o marcatore: segnala una tendenza all’attivazione autoimmune, ma non è di per sé una diagnosi di malattia. Per approfondire il tema puoi consultare la pagina degli esami reumatologici di Smart Clinic.
Perché viene richiesto il test degli ANA?
Il test ANA viene prescritto dal medico come primo passo per valutare la possibile presenza di una malattia autoimmune sistemica. Viene richiesto soprattutto se il paziente presenta i seguenti sintomi.
- Affaticamento persistente: stanchezza che non passa con il riposo e ha un impatto sulle normali attività quotidiane.
- Dolori articolari: dolori diffusi e ricorrenti alle articolazioni (mani, ginocchia, polsi, caviglie) senza traumi evidenti.
- Eruzioni cutanee: comparsa di macchie o rossori sulla pelle, spesso a livello di viso o mani, che possono peggiorare con l’esposizione al sole.
- Febbricola: temperatura corporea lievemente elevata per settimane, senza una chiara causa infettiva.
Il test degli ANA serve quindi per escludere o approfondire il sospetto di una patologia autoimmune sistemica come il lupus eritematoso sistemico o altre connettiviti.
Come leggere i risultati del test: titolo e pattern
Quando si riceve il referto degli anticorpi anti nucleo (ANA), si possono trovare due informazioni principali: il titolo e il pattern.
Il titolo degli ANA
Il titolo ANA indica il livello di diluizione del sangue a cui gli anticorpi vengono ancora rilevati. Maggiore è la diluizione a cui il test risulta positivo, maggiore è la quantità di anticorpi presenti nel sangue.
- Titolo ANA Inferiore a 1:80 --> NEGATIVO
- Titolo ANA tra 1:80 e 1:160 --> BASSO POSITIVO
- Titolo ANA Maggiore di 1:160 --> POSITIVO
Nota: I valori di riferimento possono variare tra un laboratorio e l’altro; il significato clinico dipende sempre dai sintomi e dalla storia del paziente.
Il pattern degli ANA
Il pattern di fluorescenza (omogeneo, granulare, puntato, nucleolare, centromerico, ecc.) osservato durante il test indica la modalità in cui gli anticorpi si legano a parti specifiche del nucleo cellulare.
Il pattern fornisce al medico un indizio su quale possa essere la patologia presente o sospettata, ma da solo non rappresenta una diagnosi: la sua interpretazione dev’essere sempre contestualizzata con gli altri dati clinici e di laboratorio.
Cosa significa avere gli ANA positivi?
Ricevere un referto con ANA (anticorpi anti nucleo) positivo non significa automaticamente avere una malattia autoimmune.
Un titolo positivo indica semplicemente che il sistema immunitario ha sviluppato anticorpi rivolti contro i nuclei delle cellule e che è necessario un approfondimento clinico. In molti casi, gli ANA possono essere positivi anche in assenza di patologie, soprattutto se i valori sono bassi o nella popolazione anziana. Al contrario, un titolo elevato o associato a sintomi tipici può suggerire la presenza di una malattia specifica.
È fondamentale che i risultati vengano interpretati da un medico specialista (come il reumatologo), mettendo insieme la storia clinica, i sintomi manifestati e i valori di altri esami.
Quali sono le cause di un risultato positivo?
La positività degli anticorpi anti nucleo ANA può avere molte cause. Ecco le principali categorie.
- Patologie autoimmuni sistemiche: Lupus eritematoso sistemico, Sindrome di Sjögren, Sclerodermia, Miosite, Connettivite mista. In queste malattie un test ANA positivo è molto frequente e spesso significativo.
- Altre condizioni mediche: alcune infezioni virali (es. epatite, mononucleosi), malattie tiroidee autoimmuni (come la tiroidite di Hashimoto), epatopatie croniche e patologie polmonari.
- Terapia con determinati farmaci: alcuni principi attivi possono indurre una positività transitoria o avere effetti simili al lupus (lupus indotto da farmaci).
- Presenza negli individui sani: una rara percentuale di pazienti – specialmente sopra i 65 anni - può avere ANA positivi senza sviluppare mai una malattia.
Pertanto il dato va sempre interpretato con l’aiuto del medico e nel contesto giusto.
Cosa fare dopo aver ricevuto i risultati?
Dopo aver ricevuto un risultato positivo al test ANA, evitare il panico: non va assolutamente presa una decisione d’impulso e non bisogna affidarsi a interpretazioni trovate su internet. Il passo successivo è sempre contattare il medico di base o, meglio ancora, uno specialista in reumatologia o immunologia.
Il medico valuterà attentamente la situazione, potrà prescrivere eventuali esami supplementari (come il pannello ENA o altri test autoimmunitari specifici) per chiarire la diagnosi e consigliare, se necessario, un percorso di cura o monitoraggio.
Prenotare una visita specialistica consente di ricevere una spiegazione personalizzata su valori, rischi e alternative terapeutiche, evitando inutili ansie o trattamenti non necessari.
Quali farmaci possono influenzare i risultati del test?
Esistono alcuni farmaci in grado di alterare i risultati del test ANA o causare quadri simili a malattie autoimmuni (come il lupus indotto da farmaci). Le principali categorie sono le seguenti.
- Idralazina: un antiipertensivo usato soprattutto in passato, può indurre la formazione di autoanticorpi e sintomi simili al lupus.
- Procainamide: antiaritmico che può generare una risposta autoimmune temporanea o persistente, con ANA spesso elevati.
- Anticonvulsivanti: alcuni farmaci per l’epilessia (es. fenitoina, carbamazepina) possono elevare i livelli di ANA e dare sintomi aspecifici.
- Altri principi attivi: isoniazide, quinidina, metildopa e alcuni antibiotici sono segnalati tra i possibili responsabili.
È importante comunicare sempre al medico tutti i farmaci (compresi integratori e terapie inalatorie) che si stanno assumendo prima di eseguire il test, per consentire una lettura corretta dei risultati.
Domande frequenti sugli anticorpi anti nucleo
- Un test ANA positivo significa che ho un tumore?
No, un ANA positivo non indica un tumore. Il test è associato alle malattie autoimmuni, non ai tumori. - Se il mio test ANA è negativo, posso escludere al 100% una malattia autoimmune?
Non sempre. Alcune malattie autoimmuni si presentano anche con ANA negativi, soprattutto nelle fasi iniziali. Il medico valuta l'insieme del quadro clinico e degli altri esami. - Devo essere a digiuno per fare il test degli ANA?
No, il test si può eseguire senza essere a digiuno, salvo diverse indicazioni da parte del laboratorio. - Dovrò ripetere il test in futuro?
Spesso sì: se il test è positivo o se compaiono nuovi sintomi, il medico può consigliare di ripeterlo periodicamente o di effettuare accertamenti più specifici per monitorare la situazione.