Conoscere la tiroide per prendersene cura

Piccola, ma fondamentale per il funzionamento dell’organismo, la tiroide svolge un ruolo determinante nella regolazione del metabolismo, della temperatura corporea, del battito cardiaco e di numerosi processi fisiologici. Eppure, spesso ci si accorge della sua importanza solo quando compare qualche disturbo.
Stanchezza, variazioni di peso, intolleranza al freddo, tachicardia o alterazioni dei valori di colesterolo e glicemia possono essere alcuni dei segnali associati a un'alterazione della funzione tiroidea, ma non sempre indicano necessariamente una patologia della ghiandola. Per questo è importante evitare l’autodiagnosi e affidarsi a un percorso specialistico.
A fare chiarezza è il Prof. Alessandro Marugo, endocrinologo, Responsabile del Centro della Tiroide di Smart Clinic Milano Magenta e del Responsabile del Centro della Tiroide Responsabile del Centro della Tiroide dell’IRCCS Policlinico San Donato, che approfondisce i principali temi legati alla salute della tiroide.
Professore, partiamo da una domanda molto comune: se non si riesce a perdere peso, la causa può essere la tiroide?
La tiroide ha certamente un ruolo importante nella regolazione del metabolismo, ma bisogna fare attenzione a non attribuire automaticamente alla ghiandola ogni variazione di peso. Nell’ipotiroidismo il metabolismo può rallentare e questo può contribuire all’aumento di peso, ma generalmente non si tratta dell’unica causa.
L’entità dell’aumento dipende anche dal grado di riduzione della funzione tiroidea e una parte dell’incremento può essere legata alla ritenzione di liquidi. Una volta diagnosticato e trattato correttamente l’ipotiroidismo, l’alterazione del peso direttamente correlata alla patologia può migliorare.
Quali sono allora i sintomi che dovrebbero spingere una persona a rivolgersi al medico?
Non esiste un unico sintomo caratteristico. Nell’ipotiroidismo possono comparire stanchezza, maggiore sensibilità al freddo, sonnolenza, stitichezza, alterazioni del ciclo mestruale, ritenzione e variazioni di peso. Possono inoltre verificarsi modificazioni di alcuni parametri metabolici, come colesterolo e glicemia.
Al contrario, nell’ipertiroidismo il metabolismo tende ad accelerare e possono comparire tachicardia, agitazione, tremori, sudorazione e perdita di peso nonostante l’appetito. Sono segnali che vanno interpretati nel loro insieme e valutati dal medico.
Come si può controllare la salute della tiroide?
Il primo passo può essere un semplice esame del sangue per valutare la funzione tiroidea. A seconda del quadro clinico, il percorso può proseguire con una visita endocrinologica e un’ecografia della tiroide.
Non esiste un’età unica alla quale tutti debbano sottoporsi a uno screening periodico. Ci sono però fasi della vita nelle quali prestare particolare attenzione, come la gravidanza, la perimenopausa e la menopausa, oltre a situazioni caratterizzate da sintomi, familiarità o altri fattori di rischio.
Passiamo ai noduli: quanto sono frequenti?
Sono molto frequenti e, nella maggior parte dei casi, sono benigni. Possono essere singoli o multipli e spesso vengono scoperti casualmente durante esami eseguiti per altre ragioni.
Il punto fondamentale è distinguere i noduli che possono essere semplicemente monitorati da quelli che richiedono ulteriori accertamenti o un trattamento. Bisogna quindi valutare il nodulo, ma anche la persona nel suo complesso.
Quali sono i campanelli d’allarme?
Un nodulo può rimanere asintomatico per molto tempo. Alcuni segnali, tuttavia, meritano una valutazione specialistica: un aumento di volume nella parte anteriore del collo, difficoltà nella deglutizione o nella respirazione, una crescita del nodulo o alterazioni della funzione tiroidea.
Non significa automaticamente che ci si trovi di fronte a una patologia grave, ma sono situazioni nelle quali è opportuno approfondire.
Qual è il percorso diagnostico quando viene individuato un nodulo?
L’ecografia tiroidea rappresenta uno degli strumenti fondamentali. Permette di valutare dimensioni, forma, margini, vascolarizzazione e presenza di eventuali calcificazioni, contribuendo alla stratificazione del rischio.
Quando le caratteristiche ecografiche lo richiedono, si può ricorrere all’agoaspirato tiroideo, che consente di analizzare le cellule del nodulo e contribuire a definirne la natura. Gli esami del sangue completano il quadro, ma devono essere interpretati insieme agli altri elementi clinici e diagnostici.
La presenza di un nodulo significa quindi necessariamente dover ricorrere alla chirurgia?
Assolutamente no. Non tutti i noduli devono essere trattati. Se un nodulo benigno rimane stabile nel tempo e non determina problemi, può essere sufficiente un follow-up.
La chirurgia trova indicazione in situazioni specifiche, per esempio in presenza di tumori tiroidei accertati o fortemente sospetti, di noduli di grandi dimensioni che provocano sintomi compressivi o, in determinati casi, di noduli che determinano ipertiroidismo.
L’obiettivo deve essere sempre quello di scegliere il trattamento più appropriato per il singolo paziente, evitando interventi non necessari.
Quindi la parola chiave sembra essere “personalizzazione”.
Esattamente. Oggi abbiamo a disposizione strumenti diagnostici e terapeutici sempre più precisi, ma non esiste una soluzione uguale per tutti.
La scelta deve tenere conto delle caratteristiche del nodulo, delle sue dimensioni, dell’eventuale presenza di sintomi, della funzione tiroidea, dell’età e delle condizioni generali della persona. L’obiettivo è intervenire quando serve, con la modalità più appropriata, evitando trattamenti non necessari.
Quanto conta, infine, la prevenzione?
È importante conoscere la propria tiroide e non trascurare eventuali segnali. Un corretto apporto di iodio attraverso l’alimentazione, anche mediante l’utilizzo del sale iodato, rappresenta un elemento importante per la salute della ghiandola.
Quando ci sono sintomi, familiarità o condizioni che meritano attenzione, è invece fondamentale rivolgersi al medico e, se indicato, allo specialista endocrinologo. Prevenzione significa anche evitare controlli casuali e ripetuti senza indicazione e costruire, insieme al medico, un percorso diagnostico realmente appropriato.
Un unico percorso per prenderti cura della tiroide
Affrontare un problema alla tiroide può significare dover organizzare visite, esami e approfondimenti presso strutture diverse.
Il Centro della Tiroide di Smart Clinic nasce per rendere questo percorso più semplice e coordinato, riunendo un team multidisciplinare di specialisti.
Endocrinologi, radiologi e chirurghi della tiroide collaborano per offrire un’assistenza completa e integrata, dalla diagnosi al trattamento delle patologie tiroidee.
Responsabile del percorso è il Prof. Alessandro Marugo.
