A cosa serve la visita oculistica e quando farla
La visita oculistica è fondamentale non solo per correggere difetti visivi, ma soprattutto come potente strumento di prevenzione: consente di diagnosticare patologie oculari anche gravi - come il glaucoma o la degenerazione maculare - nelle fasi iniziali, quando ancora non provocano sintomi evidenti.
Ciò permette di intervenire tempestivamente, salvaguardando la vista nel lungo periodo. Se cerchi una panoramica su tutte le opportunità di prevenzione e cura per la salute degli occhi, consulta la nostra pagina dedicata all’oftalmologia.
Quando fare una visita oculistica?
Ecco come orientarsi per fasce d’età:
- Bambini: il primo controllo visivo è raccomandato entro i 3-4 anni di età, anche se il bambino non riferisce disturbi. Ulteriori visite sono consigliate all’inizio della scuola primaria e, successivamente, in caso di sintomi come difficoltà a vedere la lavagna, mal di testa ricorrente, occhi che si arrossano facilmente o lacrimano.
- Adulti (20-40 anni): anche in assenza di sintomi, è consigliabile un controllo della vista ogni 2-3 anni. Chi lavora molte ore al computer o soffre di affaticamento visivo dovrebbe valutare controlli più ravvicinati.
- Adulti (40-65 anni): in questa fascia d’età i cambiamenti della vista (come la presbiopia, cioè la difficoltà a vedere da vicino) sono comuni. È importante sottoporsi a una visita oculistica almeno ogni 1-2 anni per monitorare anche la pressione oculare e la salute della retina.
- Over 65: La visita oculistica diventa imprescindibile per il monitoraggio di molte patologie legate all’età, come glaucoma, cataratta e degenerazione maculare. In questa fascia, un controllo annuale è la scelta migliore per salvaguardare la qualità della vista e la sicurezza nella vita quotidiana.
La visita oculistica per bambini: cosa cambia?
La visita oculistica in età pediatrica è pensata per essere sicura, delicata e mai traumatica. Solitamente il primo controllo della vista si consiglia tra i 3 e i 4 anni, anche in assenza di disturbi: individuare precocemente piccoli difetti consente di correggerli in tempo, evitando ricadute sulla vista.
Gli esami possono prevedere giochi-luce, immagini colorate, test “adatti all’età” e a volte l’uso di gocce per dilatare la pupilla. Andiamo più nel dettaglio.
- Test dell’acutezza visiva (anche con simboli o disegni)
- Esame della motilità oculare (controllo dei movimenti degli occhi)
- Test per la visione binoculare e tridimensionale (stereopsi)
- Valutazione della rifrazione (misurazione di miopia, ipermetropia, astigmatismo)
- Esame del fondo oculare, se indicato
La visita è centrata sul bambino e modulata in base all’età e alla collaborazione. Le informazioni sono sempre condivise con i genitori per aiutarli a riconoscere eventuali segni di allarme anche a casa.
Come funziona la visita oculistica passo dopo passo
Affrontare una visita oculistica può suscitare qualche ansia, specialmente se è la prima volta. Conoscere in anticipo le diverse fasi e sapere esattamente cosa aspettarsi è il modo migliore per vivere questo controllo con serenità. La visita si articola in diversi momenti, ognuno fondamentale per una valutazione completa e personalizzata della salute degli occhi.
- Anamnesi: il medico oculista inizia con una raccolta dettagliata della storia personale e familiare, dei sintomi riportati, delle abitudini visive e di eventuali patologie croniche o farmaci assunti. Questo primo momento è fondamentale per orientare gli esami successivi sulle reali necessità del paziente.
- Esame esterno degli occhi: si procede con l’osservazione accurata di palpebre, ciglia, congiuntiva, cornea e della parte esterna dell’occhio e delle sue strutture (come pupilla e sclera), al fine di individuare infiammazioni, arrossamenti o segni sospetti che meritano approfondimento.
- Test dell’acutezza visiva: questo passaggio prevede la lettura di lettere o simboli posti a distanza su un tabellone luminoso, detto ottotipo. Il test si esegue con e senza correzione (cioè con e senza occhiali/lenti a contatto) e serve per valutare la capacità visiva sia da vicino che da lontano, guidando la diagnosi di eventuali difetti refrattivi.
- Tonometria: si misura la pressione intraoculare, un parametro chiave per la prevenzione e la diagnosi di patologie gravi come il glaucoma (Esami specialistico, da effettuare se necessario)
- Esame del fondo oculare (fundus): si osserva in profondità la retina, il nervo ottico e i vasi sanguigni dell’occhio, spesso dopo instillazione di gocce che dilatano la pupilla. Questo step è fondamentale per individuare malattie retiniche, diabetiche, degenerative o segni di ipertensione. (Esami specialistico, da effettuare se necessario)
- Eventuale prescrizione: in base ai risultati ottenuti, l’oculista può prescrivere nuove lenti (occhiali/lenti a contatto), suggerire colliri specifici, programmare ulteriori controlli o consigliare trattamenti personalizzati.
L’esame è indolore, rapido e completamente sicuro.
Quali sono le principali patologie diagnosticate durante la visita?
La visita oculistica è essenziale anche per scoprire patologie subdole che, se riconosciute in tempo, possono essere efficacemente curate. Vediamo allora le condizioni più frequentemente identificate con la visita.
- Difetti refrattivi: ricadono qui miopia (difficoltà a vedere lontano), ipermetropia (difficoltà a vedere da vicino, soprattutto da piccoli), astigmatismo (distorsione delle immagini sia da vicino che da lontano). Questi difetti possono essere risolti con occhiali, lenti a contatto o, in alcuni casi, chirurgia refrattiva.
- Glaucoma: si tratta di una malattia cronica in cui la pressione elevata dell’occhio danneggia progressivamente il nervo ottico, spesso senza sintomi precoci.
- Cataratta: si verifica quando il cristallino si opacizza, causando un calo progressivo e indolore della vista che può essere risolto solo chirurgicamente.
- Patologie retiniche: si tratta di malattie che colpiscono la retina, come la degenerazione maculare legata all’età o la retinopatia diabetica. Queste patologie possono alterare seriamente la qualità della vista se non diagnosticate subito.
Occorre sempre tenere a mente che la diagnosi precoce è fondamentale e la visita oculistica rappresenta la miglior garanzia per la salute degli occhi.
Quanto dura e come prepararsi al meglio per il controllo
Una visita oculistica mediamente dura tra i 30 e i 45 minuti, a seconda della complessità del caso e degli esami strumentali necessari. Per prepararsi al meglio è utile seguire questa breve checklist.
- Porta con te gli occhiali o le lenti a contatto abitualmente utilizzati, con le relative confezioni/referenze se possibile.
- Raccogli e mostra eventuali referti di visite precedenti, esami, fotografie del fondo oculare, prescrizioni e lista dei farmaci in uso.
- Sospendi l’uso delle lenti a contatto almeno 24 ore prima del controllo, se possibile e se richiesto, per migliorare l’affidabilità dei test.
- Se il medico prevederà di dilatare la pupilla (per il fundus), organizza il ritorno a casa con un accompagnatore: la vista potrebbe risultare annebbiata per alcune ore dopo il controllo.
Seguendo queste semplici indicazioni, il medico può ottenere una diagnosi più precisa e il paziente può vivere l’intera esperienza clinica con maggiore serenità.
Cosa non fare prima di una visita oculistica
Alcuni comportamenti possono interferire con l’accuratezza della visita o comprometterne i risultati.
- Evitare di indossare lenti a contatto il giorno della visita (salvo diversa indicazione).
- Evitare di applicare trucco pesante o waterproof sugli occhi, soprattutto mascara e matite lungo il bordo palpebrale.
- Non arrivare a fine giornata quando la vista è già stanca per il lavoro o la prolungata esposizione agli schermi.
- Evitare assunzione di alcolici o sostanze stimolanti subito prima dell’esame.
Se ci sono dubbi su come presentarsi alla visita oculistica, è ideale chiedere indicazioni già in fase di prenotazione.
Domande frequenti (FAQ)
- La visita oculistica è dolorosa?
No, la visita non è dolorosa. Gli esami sono indolori e, a parte un possibile leggero fastidio dovuto alle gocce dilatanti, sono ben tollerati da adulti e bambini.
- Devo venire accompagnato alla visita oculistica?
In genere non è necessario, ma è consigliato se è prevista la dilatazione della pupilla, perché dopo il controllo potresti avere temporanea difficoltà a vedere bene (es. non guidare da soli).
- Che differenza c'è tra oculista e ottico?
L’oculista è un medico che diagnostica, tratta e segue le malattie degli occhi. L’ottico è esperto nel realizzare e consigliare le lenti, ma non può fare diagnosi né prescrivere farmaci.
- Ogni quanto tempo dovrei fare una visita di controllo?
La frequenza dipende dall’età, dallo stato di salute e dalla presenza di fattori di rischio. In generale, un controllo ogni 1-2 anni è consigliato, salvo indicazione diversa dell’oculista.