Che cosa sono i trigliceridi e perché si alzano
I trigliceridi sono la principale forma di grasso presente nel nostro organismo: sono una riserva di energia, che il corpo utilizza quando il fabbisogno calorico aumenta - ad esempio tra un pasto e l’altro o durante l’attività fisica.
Secondo la nutrizionistica, i trigliceridi hanno una duplice origine:
- vengono assunti con la dieta, soprattutto attraverso i grassi alimentari;
- vengono prodotti dal fegato a partire dagli zuccheri e dalle calorie in eccesso introdotte - non solo grassi, ma anche carboidrati raffinati e zuccheri semplici.
Questo significa che non solo i cibi grassi, ma anche un eccesso di carboidrati e dolci può contribuire all’aumento dei trigliceridi.
I valori dei trigliceridi: quando sono alti e quando preoccuparsi
Per capire quando i trigliceridi sono alti e quando preoccuparsi, è utile fare riferimento ai valori di laboratorio per adulti.
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Valore trigliceridi (mg/dl)
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Livello trigliceridi
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<150 mg/dl
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Desiderabile, normale
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150-199 mg/dl
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Borderline, al limite della norma
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200-499 mg/dl
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Alto
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≥500 mg/dl
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Molto alto
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Un singolo valore alterato va sempre confermato con un secondo prelievo, ma valori alti e persistenti sono un importante fattore di rischio cardiovascolare e, se elevati, anche di pancreatite.
Vediamo ora anche i valori per uomini e donne di età inferiore ai 18 anni.
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Valore trigliceridi (mg/dl)
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Livello trigliceridi
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<90 mg/dl
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Desiderabile, normale
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90-129 mg/dl
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Borderline, al limite della norma
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≥130 mg/dl
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Alto
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Trigliceridi alti: ci sono sintomi?
Alla domanda “quali sono i sintomi dei trigliceridi alti?”, la risposta, nella maggior parte dei casi, è che non ne danno: per questo, spesso ci si accorge di avere trigliceridi alti solo tramite gli esami del sangue di routine. Solo quando i valori sono elevati (oltre i 1000 mg/dl) possono comparire:
- xantomi: piccoli accumuli di grasso sotto la pelle (noduli giallastri), spesso su gomiti, ginocchia, tendini;
- dolore addominale intenso e improvviso, legato a pancreatite acuta, una condizione grave che richiede ricovero.
L’assenza di sintomi non significa quindi assenza di rischio: i controlli periodici sono fondamentali.
Le cause principali: non solo alimentazione
Le cause dei trigliceridi alti sono spesso legate a più fattori combinati tra loro: vediamo i principali.
- Stile di vita:
- dieta ricca di zuccheri semplici, dolci, bevande zuccherate;
- eccesso di grassi saturi e trans (insaccati, fritti, fast food);
- consumo regolare o elevato di alcol;
- sedentarietà;
- fumo di sigaretta.
- Condizioni mediche:
- sovrappeso e obesità;
- diabete di tipo 2 non controllato;
- insulino-resistenza e sindrome metabolica;
- ipotiroidismo.
- Fattori genetici:
- ipertrigliceridemia familiare, cioè predisposizione ereditaria ad avere trigliceridi alti.
- Farmaci:
- alcuni diuretici;
- cortisonici;
- beta-bloccanti;
- pillola anticoncezionale ed estrogeni.
Colesterolo e trigliceridi alti: qual è la differenza?
Trigliceridi e colesterolo sono entrambi lipidi che circolano nel sangue, ma svolgono funzioni differenti:
- i trigliceridi sono utilizzati soprattutto come fonte di energia;
- il colesterolo serve a costruire le membrane delle cellule e a produrre alcuni ormoni e la vitamina D.
Spesso chi ha colesterolo e trigliceridi alti presenta una situazione detta dislipidemia mista, che aumenta in modo significativo il rischio di:
- aterosclerosi (ispessimento e indurimento delle arterie),
- infarto del miocardio,
- ictus cerebrale.
Per questo, controllare entrambi i parametri è essenziale.
Trigliceridi alti: le patologie correlate da non sottovalutare
I trigliceridi alti non sono solo un numero fuori scala nelle analisi: sono associati a diverse malattie. Vediamo le patologie principali correlate.
- Aterosclerosi e malattie cardiovascolari: livelli elevati di trigliceridi, soprattutto insieme a colesterolo alto, favoriscono la formazione di placche nelle arterie con aumento di rischio di infarto e ictus.
- Steatosi epatica (fegato grasso): l’eccesso di grasso può accumularsi nel fegato, portando alla steatosi e, se non trattata, a infiammazione (steatoepatite) e danno cronico.
- Pancreatite acuta: valori molto elevati (spesso > 1000 mg/dl) aumentano il rischio di infiammazione acuta del pancreas, condizione potenzialmente grave.
- Sindrome metabolica: un insieme di fattori di rischio che include:
- pressione alta;
- glicemia elevata;
- obesità addominale;
- colesterolo HDL (“buono”) basso;
- trigliceridi alti.
Per quanto riguarda l’eventuale correlazione tra trigliceridi alti e tumore, ad oggi non esiste un nesso diretto e univoco, ma un metabolismo lipidico alterato si associa spesso a condizioni come obesità e sindrome metabolica che sono fattori di rischio per alcune neoplasie.
La dieta per i trigliceridi alti: i cibi da evitare e quelli da preferire
La dieta per trigliceridi alti è il pilastro della terapia e, spesso, è efficace quanto e più dei farmaci, soprattutto nei casi lievi e moderati. Vediamo dei casi concreti.
Trigliceridi alti: cibi da evitare o limitare fortemente
- Zuccheri semplici e bevande zuccherate: bibite, succhi di frutta industriali, tè zuccherati, energy drink, dolci, caramelle, merendine.
- Carboidrati raffinati: pane bianco, pasta non integrale, riso bianco, prodotti da forno industriali.
- Alcolici: vino, birra, superalcolici (anche in quantità modeste possono aumentare significativamente i trigliceridi).
- Grassi saturi: carni rosse grasse, insaccati, burro, lardo, formaggi stagionati.
- Grassi trans/idrogenati: margarine, snack confezionati, molti prodotti da fast food, fritti industriali.
Cibi da preferire in una dieta per trigliceridi alti
- Pesce azzurro ricco di Omega-3: salmone, sgombro, alici, sardine (almeno 2-3 volte a settimana).
- Verdura di ogni tipo: con particolare attenzione alle verdure a foglia verde e alle crucifere.
- Legumi: fagioli, lenticchie, ceci, piselli, ottime fonti di proteine vegetali e fibre.
- Cereali integrali: pane integrale, pasta integrale, avena, orzo, farro.
- Olio extravergine d’oliva: come condimento principale al posto di burro o margarine.
- Frutta fresca: meglio intera (non succhi), con moderazione in caso di trigliceridi molto alti.
- Frutta secca a guscio (noci, mandorle): in piccole quantità, utile per il contenuto di grassi buoni e fibre.
Oltre la dieta: l'importanza dello stile di vita e delle cure mediche
Oltre alla dieta, altri cambiamenti nello stile di vita sono fondamentali per tenere sotto controllo i trigliceridi alti. Ecco a cosa stare attenti, all’atto pratico.
- Attività fisica regolare: almeno 30–40 minuti di attività aerobica (ovvero camminata veloce, corsa leggera, bicicletta, nuoto) per la maggior parte dei giorni della settimana.
- Mantenimento del peso forma: anche una riduzione del 5–10% del peso corporeo può abbassare significativamente trigliceridi e migliorare il profilo metabolico.
- Smettere di fumare: il fumo peggiora il rischio cardiovascolare e riduce l’effetto protettivo del colesterolo HDL.
Quando dieta e stile di vita non bastano o i valori sono molto elevati, il medico può prescrivere:
- Statine: principalmente per ridurre il colesterolo, ma con effetti anche sui trigliceridi.
- Fibrati: specificamente indicati per l’ipertrigliceridemia.
- Omega-3 ad alte dosi (farmaceutici): utili per ridurre trigliceridi molto elevati.
Le terapie farmacologiche vanno sempre impostate e monitorate dallo specialista.
Domande frequenti (FAQ) sui trigliceridi alti
Oltre alla dieta, altri cambiamenti nello stile di vita sono fondamentali per tenere sotto controllo i trigliceridi alti. Ecco a cosa stare attenti, all’atto pratico.
- Chi ha i trigliceridi alti può mangiare la pasta?
Sì, ma è meglio preferire pasta integrale e controllare le porzioni, evitando condimenti ricchi di grassi e limitando l’associazione con altri carboidrati raffinati nello stesso pasto.
- Bere acqua abbassa i trigliceridi?
Bere acqua è fondamentale per la salute generale, ma non abbassa direttamente i trigliceridi. Aiuta tuttavia nel contesto di uno stile di vita sano e di una dieta equilibrata.
- C’è una correlazione tra trigliceridi alti e tumore?
Non esiste un legame diretto e certo. Tuttavia, trigliceridi alti si associano spesso a sovrappeso, obesità e sindrome metabolica, condizioni che aumentano il rischio di alcune forme tumorali.
- Un valore di 300 mg/dl per i trigliceridi è pericoloso?
Un valore di 300 mg/dl rientra nella fascia “alta” e, se persistente, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e, in associazione ad altri fattori, di pancreatite. È importante rivolgersi al medico per valutare le cause e impostare una strategia di intervento (dieta, stile di vita, eventuali farmaci).