L’esame audiometrico tonale o audiometria tonale è una valutazione semplice, rapida e senza alcun dolore che permette di misurare la capacità uditiva di una persona. Nel dettaglio, si tratta del test di riferimento per rilevare l’eventuale presenza di una perdita dell’udito, detta ipoacusia.
Durante l’esame, che ricade nell'otorinolaringoiatria, si determina la cosiddetta “soglia uditiva”, cioè il livello minimo di intensità (volume) dei suoni che il paziente riesce a percepire alle diverse frequenze.
Effettuare questo test è importante perché consente di diagnosticare riduzioni dell’udito anche lievi, prevenire complicazioni e impostare tempestivamente la giusta terapia o, se necessario, consigliare l’utilizzo di apparecchi acustici.
I casi più comuni in cui si prescrive questo esame sono diversi: dal sospetto calo dell’udito progressivo, fino a acufeni (fischi, ronzii), vertigini, controllo dopo interventi chirurgici all’orecchio, traumi acustici e, infine, come monitoraggio in età avanzata.
L’esame audiometrico tonale è molto semplice e richiede solo pochi minuti. Vediamo le fasi principali.
In aggiunta alla misurazione con le cuffie (via aerea), si effettua talvolta una misurazione per via ossea: in questo caso si posiziona un piccolo vibratore dietro l’orecchio, precisamente sull’osso mastoide, che trasmette direttamente le vibrazioni al sistema uditivo interno. Questa tecnica serve a distinguere tra ipoacusia di trasmissione e neurosensoriale.
Grazie a questi semplici passaggi, l’audiometria permette di individuare con precisione il tipo e il grado di perdita uditiva, se presente.
L’esame audiometrico tonale non è doloroso, non è invasivo e, non da ultimo, non comporta rischi o effetti collaterali.
Difatti, non viene impiegato alcun ago, farmaco o strumento che può arrecare fastidio durante l’esame: serve solo la collaborazione del paziente nel rispondere agli stimoli acustici. È considerato uno degli esami di screening audiologici più tollerati anche dai bambini e dagli anziani.
Di norma non è richiesta nessuna preparazione particolare; non bisogna essere a digiuno, non occorre sospendere terapie e non ci sono comportamenti specifici da seguire nei giorni precedenti. Si consiglia solo di riposare bene le orecchie il giorno prima, evitando rumorosità eccessiva. L’esperienza diretta dei pazienti conferma che si tratta di un test semplice e sereno, spesso anche ripetuto negli screening di popolazione o nelle visite preventive.
Al termine dell’esame il paziente riceve il referto dell’esame audiometrico tonale, rappresentato da un grafico chiamato audiogramma. Comprenderlo in modo basilare è utile per parlarne consapevolmente con lo specialista.
Il grafico del referto riporta:
Sull’audiogramma compaiono poi due curve:
Il medico traccia questi dati segnando i risultati via aerea e via ossea per ogni frequenza testata. Per quanto riguarda i valori ritenuti normali, una soglia uditiva che rimane sopra i 20-25 decibel per tutte le frequenze testate è considerata nella norma. Curve che si abbassano oltre questa soglia indicano una perdita uditiva di grado variabile.
Va da sé che l’interpretazione dettagliata e la diagnosi devono essere affidate esclusivamente allo specialista otorinolaringoiatra o audiologo, che valuta l’audiogramma nel contesto dei sintomi e dell’età del paziente.