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Salute vascolare: focus sugli edemi periferici

Scritto da Dott. Leone | Nov 12, 2025 11:00:00 PM

Gonfiore, pesantezza, sensazione di tensione agli arti inferiori: sono sintomi comuni che spesso vengono attribuiti semplicemente alla stanchezza o al caldo. In realtà, dietro questi disturbi può celarsi un problema più complesso, legato ad un’alterazione del ritorno venoso o linfatico. Ne abbiamo parlato con il Dott. Leonino A. LEONE, chirurgo vascolare presso Smart Clinic Oriocenter, Smart Clinic Cesano Boscone e Palazzo della Salute – Wellness Clinic Milano per approfondire le cause, le manifestazioni cliniche e i corretti approcci terapeutici degli edemi periferici, con un focus particolare su quelli degli arti inferiori.

Dottor Leone, cosa intendiamo esattamente per “edema degli arti inferiori”?

L’edema è un accumulo anomalo di liquidi nei tessuti periferici. Può interessare uno o entrambi gli arti e avere cause molto diverse, sistemiche o locali. Tra le prime ricordiamo lo scompenso cardiaco, l’insufficienza renale, le patologie epatiche, i disturbi tiroidei e l’obesità. Le cause locali, invece, comprendono l’insufficienza venosa cronica (flebedema), l’insufficienza linfatica (linfedema), traumi, infezioni o lunghi periodi di immobilità.

Quali sono le differenze principali tra flebedema e linfedema?

L’edema da insufficienza venosa cronica ( flebedema) è più evidente nella parte declive dell’arto — piedi e caviglie — tende a peggiorare durante la giornata e a migliorare con il riposo notturno. Spesso si associa alla presenza di vene varicose o discromie cutanee. Il linfedema, invece, coinvolge l’intero arto e può essere primitivo (congenito) o secondario (in seguito a traumi, interventi chirurgici, infezioni); non sempre migliora con il riposo e, nelle fasi avanzate, determina un indurimento dei tessuti con sensazione di tensione.

C’è un caso particolare di edema che merita attenzione: il lipedema. Di cosa si tratta?

Il lipedema è una condizione cronica che interessa il tessuto adiposo sottocutaneo, spesso di origine ormonale. Determina gonfiore diffuso agli arti, dolore al tatto e facilità alla comparsa di ematomi. A differenza di altri tipi di edema non regredisce durante la notte. Il lipedema ostacola il corretto drenaggio linfatico per compressione meccanica alimentando un circolo vizioso di mantenimento dell’edema che rende il trattamento più complesso.

Quali sono le principali strategie terapeutiche?

Il trattamento varia in base alla causa. Il trattamento dell’insufficienza venosa può avere un duplice approccio: medico (assunzione di Bioflavonoidi) o chirurgico, in associazione alla terapia elastocompressiva. In alcuni casi può essere indicata la safenectomia. Nel linfedema primario, che è una condizione cronica, non esiste una cura definitiva: l’obiettivo è contenere l’edema e migliorare la qualità della vita attraverso cicli di linfodrenaggio manuale o meccanico, l’esercizio fisico, l’elastocompressione e la terapia farmacologica di supporto.

Parliamo proprio di elastocompressione: perché è così importante?

L’elastocompressione è uno degli strumenti più efficaci per favorire il ritorno venoso e linfatico. Riduce il ristagno di liquidi attenuando l’infiammazione e migliorando i sintomi. Esistono diversi tipi di presidi — calze elastiche, tutori, bendaggi o wraps — che si differenziano per rigidità e grado di compressione. L’obiettivo è sempre garantire una compressione graduata, maggiore alla caviglia e via via minore risalendo verso il ginocchio. Questo favorisce un corretto flusso di ritorno verso il cuore e limita la formazione di edema.

Come scegliere il presidio elastocompressivo più adatto?

Non esiste una soluzione universale. La scelta deve essere personalizzata in base alla gravità della patologia, alla morfologia dell’arto, all’età e alla capacità motoria del paziente. È fondamentale che il presidio venga prescritto e regolato da uno specialista. Va ricordato che nei pazienti anziani la calza elastica può anche ridurre il rischio di cadute, migliorando la stabilità posturale. Oggi, grazie a nuovi ausili, è possibile indossare e rimuovere le calze anche in autonomia, superando una delle difficoltà più comuni.

Come sottolinea il Dott. Leone, l’edema degli arti inferiori non è un semplice fastidio ma un campanello d’allarme che richiede una valutazione accurata. Identificare la causa è essenziale per impostare un trattamento efficace e sicuro. Presso Smart Clinic, la presa in carico del paziente avviene con un approccio multidisciplinare, combinando competenze vascolari, fisioterapiche e preventive, per restituire benessere, mobilità e qualità della vita a chi convive con questa condizione.