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Rizoartrosi e tunnel carpale: come affrontare due patologie spesso sottovalutate

Scritto da Dott. Merello | Jun 8, 2025 10:00:00 PM

La rizoartrosi e il tunnel carpale sono due patologie frequenti ma spesso sottovalutate, che possono compromettere gesti quotidiani fondamentali. Ne parliamo con il Dott. Merello ortopedico e chirurgo della mano, che riceve presso Smart Clinic Kinesia a Genova, specializzato nel trattamento di questa condizione.


Dottore, che cos’è esattamente la rizoartrosi?

La rizoartrosi, o artrosi trapezio-metacarpale, è una forma degenerativa che interessa l’articolazione alla base del pollice, tra il trapezio e il primo metacarpo. È una delle sedi più comuni di artrosi della mano e colpisce più frequentemente le donne, soprattutto dopo i 50 anni.

Quali sono i sintomi iniziali a cui prestare attenzione?

All’inizio, il disturbo si presenta con un dolore intermittente alla base del pollice, che si accentua con alcuni movimenti specifici: aprire un barattolo, svitare un tappo, ruotare una chiave. Con il tempo, il dolore può comparire anche a riposo e la zona può deformarsi visibilmente, compromettendone la funzionalità.

Come si arriva alla diagnosi?

La diagnosi è principalmente clinica e avviene attraverso una valutazione specialistica. Tuttavia, radiografie mirate e, nei casi più complessi, anche una TAC possono essere utili per valutare il grado di degenerazione articolare e decidere il percorso terapeutico più adatto.

Quali sono le opzioni terapeutiche disponibili?

Nei casi iniziali si può gestire il dolore con l’utilizzo di un tutore notturno, terapia fisica (come tecar o ultrasuoni), farmaci antinfiammatori e talvolta infiltrazioni con cortisonici o acido ialuronico. Tuttavia, quando queste strategie non bastano e la qualità della vita ne risente, si prende in considerazione l’intervento chirurgico.


Quali sono le tecniche chirurgiche più efficaci?

Oggi abbiamo a disposizione tecniche chirurgiche sempre più evolute. Personalmente, utilizzo due approcci principali:

  1. La tenoplastica secondo Welby-Ceruso, indicata nei casi più avanzati. Prevede l’asportazione del trapezio artrosico e l’interposizione di una porzione di tendine, stabilizzando l’articolazione.
  2. La protesi trapezio-metacarpale, una tecnica più innovativa, adatta a pazienti con anatomia conservata. Si tratta di un vero e proprio impianto articolare, simile a quello utilizzato per l’anca, che permette un recupero rapido e una mobilità eccellente del pollice.


Quali sono i tempi di recupero post-operatorio?

Dopo l’intervento, il pollice viene immobilizzato per circa 3-4 settimane con un tutore in termoplastica. Segue poi una fase riabilitativa. Il ritorno alla normale attività quotidiana è previsto entro 40 giorni, mentre per i lavori manuali pesanti possono essere necessari fino a 60-80 giorni.

Parliamo anche della sindrome del tunnel carpale. C’è un collegamento con la rizoartrosi?

Non direttamente, ma entrambe sono patologie molto comuni della mano e possono coesistere soprattutto nei pazienti più anziani o in chi svolge lavori ripetitivi. La sindrome del tunnel carpale è causata dalla compressione del nervo mediano al polso e si manifesta con formicolii, dolore notturno e difficoltà nei movimenti fini delle dita.

E in quel caso come si interviene?

In fase iniziale si può tentare una terapia farmacologica, ma nei casi avanzati si ricorre alla chirurgia. L’intervento, mini-invasivo, prevede la liberazione del nervo mediano e consente un miglioramento dei sintomi fin da subito. È fondamentale rispettare i tempi di recupero per evitare recidive.

Un messaggio finale ai pazienti che avvertono i primi sintomi?

Non sottovalutate i segnali del vostro corpo. Dolori ricorrenti o limitazioni nei movimenti della mano vanno valutati precocemente. Intervenire per tempo, anche con trattamenti conservativi, può evitare l’aggravarsi del quadro e garantire una buona qualità di vita.