Dolori articolari, rigidità, stanchezza cronica: sintomi spesso sottovalutati che possono nascondere patologie complesse come artrite reumatoide, artrite psoriasica o lupus. Riconoscerle tempestivamente è fondamentale per evitare danni irreversibili e preservare la qualità di vita del paziente.
Ne parliamo con il dottor Maurizio Pietrogrande, specialista in Medicina Interna con particolare esperienza nelle malattie reumatiche e immunologiche, che opera presso presso Smart Clinic Oriocenter, Smart Clinic Le Due Torri e il Policlinico San Marco.
Dottor Pietrogrande, quali sono oggi le principali sfide nella diagnosi delle malattie reumatiche e autoimmuni?
Le difficoltà principali derivano dal fatto che queste patologie si manifestano con sintomi molto variabili e talvolta aspecifici. Dolore e gonfiore articolare, per esempio, possono avere molte cause. È quindi essenziale un approccio clinico integrato che combini anamnesi approfondita, esami di laboratorio e indagini strumentali. La diagnosi precoce è determinante per impostare terapie mirate e migliorare la prognosi a lungo termine.
Parliamo di artrite reumatoide e artrite psoriasica: quali sono le differenze principali?
L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune sistemica che colpisce soprattutto le articolazioni, ma può interessare anche altri organi. L’artrite psoriasica, invece, è legata alla psoriasi e presenta manifestazioni articolari e cutanee. In entrambi i casi, oggi disponiamo di terapie mirate, come i farmaci biologici e le piccole molecole, che permettono di controllare l’infiammazione e rallentare la progressione della malattia.
Anche la gotta e l’artrosi sono disturbi molto diffusi. Come cambia l’approccio terapeutico?
La gotta è una malattia metabolica causata dall’accumulo di acido urico, che può essere gestita efficacemente con modifiche dello stile di vita e farmaci specifici. L’artrosi, invece, è una patologia degenerativa delle articolazioni che richiede un trattamento personalizzato: fisioterapia, controllo del peso, terapia del dolore e, nei casi più gravi, interventi ortopedici. L’obiettivo è sempre quello di ridurre i sintomi e mantenere la funzionalità articolare.
Lei si occupa anche di malattie autoimmuni sistemiche, come lupus, sclerodermia e sindrome di Sjögren. Cosa accomuna queste patologie?
Si tratta di malattie in cui il sistema immunitario, per cause ancora non del tutto note, attacca i tessuti dell’organismo. Hanno un andamento cronico e possono coinvolgere diversi organi. La diagnosi precoce e il monitoraggio costante sono fondamentali, così come la collaborazione tra specialisti: internista, reumatologo, dermatologo, nefrologo, cardiologo. È questo il modello multidisciplinare che applichiamo in Smart Clinic.
Quanto conta la prevenzione e l’educazione del paziente nel percorso di cura?
È un aspetto cruciale. Informare il paziente sui sintomi, sui fattori di rischio e sull’importanza di non trascurare i segnali iniziali consente di intervenire prima che il danno diventi irreversibile. Inoltre, la corretta aderenza terapeutica è la chiave del successo a lungo termine: il paziente deve sentirsi parte attiva del proprio percorso di cura.
Grazie ai progressi della medicina e a un approccio sempre più personalizzato, oggi le malattie reumatiche e autoimmuni possono essere gestite in modo efficace, garantendo una buona qualità di vita ai pazienti. Come sottolinea il dottor Maurizio Pietrogrande, la sinergia tra competenza clinica, tecnologie diagnostiche avanzate e attenzione alla persona rappresenta la vera forza di Smart Clinic, dove la salute del paziente è sempre al centro.