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Infortuni sci: guida ortopedica ai traumi più comuni e come prevenirli

Scritto da Redazione Smart Clinic | Jan 15, 2026 11:00:00 PM

Quali sono gli infortuni più comuni sulle piste da sci?

Ogni stagione invernale, migliaia di persone si fanno male sulle piste. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si stimano almeno 2 incidenti in media ogni 1000 giornate di sci – con meno del 6% che riguardano fratture gravi. La maggior parte degli infortuni sciistici riguarda quindi arti inferiori, arti superiori e testa, con il ginocchio al primo posto fra le articolazioni coinvolte. 

I principali infortuni da sci in ordine di frequenza sono: 

  • Distorsioni: soprattutto al ginocchio, che da solo rappresenta circa il 30-35% di tutti i traumi sugli sci. Sono frequenti anche le distorsioni della caviglia.
  • Contusioni: colpi diretti dovuti a cadute o impatti con altre persone/ostacoli, che non provocano fratture ma possono causare gonfiore e dolore.
  • Fratture: interessano spesso tibia, femore e ossa degli arti superiori (polso, avambraccio) in seguito a cadute violente o torsioni.
  • Lussazioni: la spalla è l’articolazione più frequentemente lussata, soprattutto nelle cadute in avanti o laterali.
  • Traumi cranici e vertebrali: possono andare dal semplice trauma lieve alla commozione cerebrale o ai traumi spinali più gravi, motivo per cui la prevenzione è fondamentale.

La prevenzione inizia prima di sciare: i consigli dell’ortopedico

La migliore cura per gli infortuni da sci è prevenirli. Per rispondere alla domanda “infortuni sci: come evitarlo?”, l’ortopedico consiglia di iniziare a proteggersi ben prima di mettere gli sci ai piedi.

  • Preparazione presciistica: almeno 1-2 mesi prima della stagione, è utile iniziare un programma di rinforzo muscolare (in particolare quadricipiti, glutei e muscoli del core) e di esercizi di propriocezione per migliorare equilibrio e stabilità.
  • Riscaldamento in pista: prima della prima discesa, è importante dedicare qualche minuto a esercizi di stretching dinamico, piccoli piegamenti, rotazioni del busto e caviglie per “risvegliare” articolazioni e muscoli.
  • Gestione della fatica: molti infortuni avvengono a fine giornata, quando la stanchezza riduce i riflessi. Se iniziano a comparire segnali di affaticamento (gambe pesanti, scarsa precisione nei movimenti), è meglio fermarsi.
  • Attrezzatura adeguata: scarponi della misura giusta, non troppo larghi né troppo stretti, e attacchi regolati correttamente in base a peso, altezza e livello tecnico sono fondamentali per limitare il sovraccarico sulle articolazioni e favorire lo sgancio in caso di caduta.
  • Uso delle protezioni: indossare sempre casco e, quando possibile, paraschiena riduce notevolmente il rischio e la gravità dei traumi cranici e vertebrali.

Il trauma al ginocchio: dalla distorsione alla lesione dei legamenti

Il ginocchio è l’articolazione più esposta sugli sci, perché il piede è bloccato nello scarpone e l’attacco, mentre il corpo è libero di ruotare: questo crea movimenti torsionali molto forti. Vediamo le lesioni più comuni. 

Lesione del legamento crociato anteriore (LCA)

Spesso si verifica in movimenti combinati di valgismo (ginocchio che “cade verso l’interno”) e rotazione esterna della tibia, tipici ad esempio quando lo sci si blocca nella neve mentre il corpo continua a ruotare.  

Il paziente può avvertire un “pop” (schiocco) al momento dell’infortunio, seguito da gonfiore rapido e sensazione di instabilità, soprattutto in discesa o quando cambia direzione.

Lesione del legamento collaterale mediale (LCM)

È frequente nelle cadute “a spazzaneve” o quando il ginocchio subisce una forza dall’esterno verso l’interno. Il dolore si concentra sulla parte interna dell’articolazione e spesso si associa a rigidità o gonfiore.

Lesioni meniscali

I menischi possono lesionarsi durante torsioni improvvise o movimenti bruschi in flessione. Si manifestano con dolore acuto localizzato, gonfiore e possibili “blocchi” articolari, in cui il ginocchio sembra non potersi muovere completamente. 

Per inquadrare al meglio queste patologie, Smart Clinic mette a disposizione il team di specialisti in ortopedia.

Gli infortuni della spalla e degli arti superiori

Sulle piste da sci, le cadute con braccio teso o sul fianco sono frequenti e possono coinvolgere soprattutto spalla, clavicola e pollice. Gli infortuni più comuni sono i seguenti.

  • Lussazione della spalla: avviene quando la testa dell’omero esce dalla sua sede nella glena. È associata a dolore intenso, deformità evidente e impossibilità a muovere il braccio.
  • Frattura della clavicola: tipica delle cadute laterali, si manifesta con dolore acuto alla spalla, impossibilità a sollevare l’arto e talvolta un “gradino” palpabile lungo la clavicola.
  • “Pollice dello sciatore”: lesione del legamento collaterale ulnare del pollice, spesso causata dalla cinghia del bastoncino che tira il pollice in abduzione durante una caduta. Provoca dolore alla base del pollice e difficoltà a stringere gli oggetti.

Cosa fare subito dopo un infortunio sulla neve

Sapere cosa fare in caso di infortuni sugli sci è fondamentale per limitare i danni e gestire bene l’emergenza.

  • Mettersi in sicurezza: fermarsi immediatamente, evitare di proseguire la discesa, e se possibile spostarsi a bordo pista per non essere colpiti da altri sciatori.
  • Non rimuovere gli scarponi: gli scarponi aiutano a immobilizzare la gamba e la caviglia, riducendo il movimento delle strutture lese e contenendo parte del gonfiore. In caso di sospetta frattura o grave trauma, togliere lo scarpone può peggiorare la situazione.
  • Chiamare i soccorsi in pista: contattare il personale di soccorso degli impianti o il numero unico di emergenza (112), seguendo le indicazioni.
  • Applicare, se possibile, il protocollo RICE: dopo la valutazione dei soccorsi, e se il rientro a valle è stato effettuato in sicurezza, si può iniziare un primo soccorso con riposo, ghiaccio, compressione, elevazione (RICE), soprattutto in caso di sospetta distorsione o contusione.
  • Cercare una valutazione medica: è importante rivolgersi a un ortopedico o a un centro specializzato al più presto, per una diagnosi precisa e la pianificazione del percorso di cura.

Il percorso in Smart Clinic: la diagnosi e il trattamento su misura

Per gli infortuni sugli sci, l’ortopedico di Smart Clinic diventa il punto di riferimento per una gestione completa e tempestiva. Il percorso prevede:

  • Diagnosi accurata: visita specialistica dettagliata, analisi dei movimenti, palpazione delle aree dolenti e, se necessario, esami diagnostici come radiografie, ecografie o risonanza magnetica per definire con precisione il danno.
  • Trattamenti conservativi: quando possibile si preferisce un approccio non chirurgico, con fisioterapia mirata, riabilitazione, tutori, terapie strumentali (tecar, laser, onde d’urto) e programmi personalizzati per il recupero funzionale.
  • Opzioni chirurgiche: nei casi in cui il danno strutturale lo richiede (lesioni legamentose complete, fratture scomposte, lussazioni recidivanti), viene proposto un intervento chirurgico con un team specializzato, seguito da un percorso riabilitativo per il ritorno allo sci in sicurezza.

Quando è necessario l’intervento chirurgico?

La maggior parte degli infortuni sugli sci può essere gestita in modo conservativo, ma in alcune situazioni la chirurgia rappresenta l’opzione più indicata. Nei casi seguenti, l’intervento è spesso consigliato:

  • Lesioni complete dei legamenti del ginocchio (es. LCA) in pazienti giovani e attivi che desiderano tornare a sciare e praticare sport ad alta richiesta articolare.
  • Fratture scomposte o instabili che non possono essere trattate solo con immobilizzazione.
  • Lussazioni recidivanti della spalla che causano episodi ripetuti di instabilità e rischio di nuove lussazioni anche in movimenti banali.

La decisione chirurgica non è mai automatica: viene presa solo dopo un’attenta valutazione da parte dello specialista, che considera età, livello di attività, aspettative sportive e salute generale.

Domande frequenti (FAQ) sugli infortuni sciistici

  • Qual è l’infortunio più diffuso nello sci?

Le distorsioni del ginocchio sono tra i traumi più frequenti, in particolare le lesioni ai legamenti (LCA e LCM) e ai menischi.

  • Il casco è davvero necessario?

Sì, il casco riduce drasticamente il rischio di traumi cranici gravi ed è altamente raccomandato per sciatori di ogni età e livello.

  • Dopo un infortunio al ginocchio potrò tornare a sciare?

Nella maggior parte dei casi sì, con la giusta diagnosi, un trattamento adeguato e un serio percorso riabilitativo. Il tempo di rientro varia in base al tipo e alla gravità del trauma.

  • È meglio lo sci o lo snowboard per le ginocchia?

Entrambe le discipline hanno rischi specifici: nello sci il ginocchio è particolarmente sollecitato nelle torsioni, nello snowboard sono più frequenti traumi a polsi e spalle. Tecnica corretta, preparazione fisica e attrezzatura adeguata sono fondamentali in entrambi i casi.