L’esame del campo visivo è un test fondamentale che serve a valutare quanto è ampia e sensibile l’area che ciascun occhio percepisce mentre guarda dritto davanti a sé, senza muovere lo sguardo. In altre parole, misura sia la visione centrale che quella periferica di ogni occhio.
Questo esame è uno dei principali strumenti di prevenzione e controllo della salute visiva perché può mettere in evidenza precocemente alterazioni che, a volte, il paziente non percepisce subito nella vita quotidiana.
Un medico può prescrivere l’esame del campo visivo per numerosi motivi: serve a diagnosticare o monitorare diverse malattie oculari o neurologiche in cui la sensibilità visiva può ridursi in zone periferiche o centrali. Vediamo le principali condizioni che possono essere monitorate tramite questo esame.
Il referto del campo visivo diventa quindi uno strumento insostituibile per la diagnosi, la prevenzione e il follow-up di queste condizioni.
Quando si riceve il referto del campo visivo, a volte le informazioni possono sembrare complesse. Ecco i principali elementi da conoscere.
La mappa in scala di grigi: nel referto si trova una mappa che rappresenta la sensibilità delle varie aree del campo visivo. Nel dettaglio:
Valori numerici (presenti soprattutto nel campo visivo computerizzato):
Sono spesso inclusi anche grafici o indicatori di attendibilità che aiutano il medico a capire se il test è stato eseguito correttamente.
Ricorda, però: la lettura definitiva del referto deve sempre essere affidata allo specialista, che tiene conto di tutto il quadro clinico del paziente.
Gli scotomi sono aree del campo visivo in cui la sensibilità è ridotta o addirittura assente, ovvero vere e proprie “macchie cieche”. Sul referto, gli scotomi appaiono come zone scure o annerite di diverse dimensioni e forme.
È importante non allarmarsi alla parola “scotoma”: ogni essere umano sano ha uno scotoma fisiologico, noto anche come “macchia cieca”, che coincide con il punto in cui il nervo ottico entra nell’occhio e dove non ci sono cellule fotosensibili. Il cervello di solito compensa questa piccola area non visibile.
Quando gli scotomi sono invece patologici (diversi dal normale), indicano che qualcosa sta alterando la trasmissione del segnale tra occhio e cervello, come accade nel glaucoma o dopo traumi o patologie neurologiche.
I valori normali del campo visivo si riferiscono all’ampiezza e alla sensibilità che un occhio sano dovrebbe avere quando esamina lo spazio intorno a sé.
Anche i valori numerici che compaiono nei referti computerizzati (come MD e PSD) dovrebbero essere molto vicini allo zero in assenza di problemi, ma è normale che ci siano leggere variazioni legate all’età, all’affaticamento o ad altre condizioni individuali.
È fondamentale sottolineare che questi sono valori di riferimento generici: l’interpretazione corretta spetta sempre all’oculista, che valuta i risultati dell’esame nel contesto della storia clinica personale e degli eventuali sintomi. Anche minime differenze rispetto alla norma possono essere insignificanti o totalmente normali per la singola persona, mentre in altri casi valori solo lievemente alterati devono suggerire ulteriori approfondimenti.
Se nel referto compaiono aree scure, numeri anomali o segnalazioni di difetti nel campo visivo, è importante non allarmarsi ma rivolgersi subito a uno specialista. Un esame alterato può essere dovuto a molte cause, anche non gravi o transitorie, e spesso è necessario ripeterlo per confermare o chiarire il risultato.
Per qualunque dubbio o se il tuo referto è alterato, prenota una visita oculistica presso Smart Clinic. I nostri specialisti ti aiuteranno a chiarire il significato dei risultati e a programmare i successivi controlli.
L’esame del campo visivo è spesso periodico nei pazienti con:
Il monitoraggio regolare consente di intervenire tempestivamente e valutare l’efficacia delle cure, costruendo un percorso di salute a lungo termine. Smart Clinic è al fianco dei pazienti per un controllo costante e personalizzato della funzione visiva.