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Come leggere il referto del campo visivo: la guida semplice

Scritto da Smartclinic | Sep 22, 2025 10:00:00 PM

Cosa misura esattamente l'esame del campo visivo?

L’esame del campo visivo è un test fondamentale che serve a valutare quanto è ampia e sensibile l’area che ciascun occhio percepisce mentre guarda dritto davanti a sé, senza muovere lo sguardo. In altre parole, misura sia la visione centrale che quella periferica di ogni occhio.

Questo esame è uno dei principali strumenti di prevenzione e controllo della salute visiva perché può mettere in evidenza precocemente alterazioni che, a volte, il paziente non percepisce subito nella vita quotidiana.

Il referto del campo visivo e le patologie correlate

Un medico può prescrivere l’esame del campo visivo per numerosi motivi: serve a diagnosticare o monitorare diverse malattie oculari o neurologiche in cui la sensibilità visiva può ridursi in zone periferiche o centrali. Vediamo le principali condizioni che possono essere monitorate tramite questo esame.

  • Glaucoma: è la causa più frequente per cui si controlla il campo visivo. Questa malattia danneggia il nervo ottico e fa perdere la percezione soprattutto nelle zone periferiche del campo visivo, spesso senza sintomi nelle fasi iniziali.
  • Retinopatie: patologie come la retinopatia diabetica o la retinite pigmentosa compromettono la funzione della retina e creano zone cieche ben precise.
  • Patologie della macula: come la degenerazione maculare, interessano la zona centrale della vista e vengono monitorate con attenzione tramite questo esame.
  • Problemi neurologici: lesioni delle via ottiche cerebrali, tumori, ictus o traumi possono produrre tipici difetti del campo visivo secondo l’area interessata.

Il referto del campo visivo diventa quindi uno strumento insostituibile per la diagnosi, la prevenzione e il follow-up di queste condizioni.

Gli elementi chiave del tuo referto: come leggerli

Quando si riceve il referto del campo visivo, a volte le informazioni possono sembrare complesse. Ecco i principali elementi da conoscere.

La mappa in scala di grigi: nel referto si trova una mappa che rappresenta la sensibilità delle varie aree del campo visivo. Nel dettaglio:

  • Le aree chiare indicano zone dove la visione è normale.
  • Le aree scure (fino al nero) corrispondono invece a difetti, cioè punti dove la sensibilità si è ridotta o è assente.

Valori numerici (presenti soprattutto nel campo visivo computerizzato):

  • MD (Mean Deviation): esprime la differenza media rispetto a un campo visivo normale. Valori vicini allo zero sono considerati normali; valori negativi crescenti indicano una perdita di sensibilità.
  • PSD (Pattern Standard Deviation): misura quanto sono irregolari i difetti nel campo visivo. Valori elevati indicano alterazioni localizzate, ad esempio tipiche nel glaucoma iniziale.

Sono spesso inclusi anche grafici o indicatori di attendibilità che aiutano il medico a capire se il test è stato eseguito correttamente.

Ricorda, però: la lettura definitiva del referto deve sempre essere affidata allo specialista, che tiene conto di tutto il quadro clinico del paziente.

Cosa sono gli scotomi e cosa indicano sulla mappa

Gli scotomi sono aree del campo visivo in cui la sensibilità è ridotta o addirittura assente, ovvero vere e proprie “macchie cieche”. Sul referto, gli scotomi appaiono come zone scure o annerite di diverse dimensioni e forme.

È importante non allarmarsi alla parola “scotoma”: ogni essere umano sano ha uno scotoma fisiologico, noto anche come “macchia cieca”, che coincide con il punto in cui il nervo ottico entra nell’occhio e dove non ci sono cellule fotosensibili. Il cervello di solito compensa questa piccola area non visibile.

Quando gli scotomi sono invece patologici (diversi dal normale), indicano che qualcosa sta alterando la trasmissione del segnale tra occhio e cervello, come accade nel glaucoma o dopo traumi o patologie neurologiche.

Quali sono considerati i valori normali del campo visivo

I valori normali del campo visivo si riferiscono all’ampiezza e alla sensibilità che un occhio sano dovrebbe avere quando esamina lo spazio intorno a sé.

  • Ampiezza orizzontale: normalmente, un campo visivo integro va da circa 160 fino a 180 gradi. Questo significa che, fissando un punto davanti a sé, è possibile percepire oggetti molto lateralmente, sia a destra che a sinistra.
  • Ampiezza verticale: il campo visivo normale in senso verticale si estende per circa 120 gradi; quindi, copre lo spazio sopra e sotto il punto di fissazione.
  • Sensibilità: la capacità di percepire stimoli luminosi più deboli è massima nella zona centrale (la cosiddetta “fovea”) e scende gradualmente verso la periferia.

Anche i valori numerici che compaiono nei referti computerizzati (come MD e PSD) dovrebbero essere molto vicini allo zero in assenza di problemi, ma è normale che ci siano leggere variazioni legate all’età, all’affaticamento o ad altre condizioni individuali.

È fondamentale sottolineare che questi sono valori di riferimento generici: l’interpretazione corretta spetta sempre all’oculista, che valuta i risultati dell’esame nel contesto della storia clinica personale e degli eventuali sintomi. Anche minime differenze rispetto alla norma possono essere insignificanti o totalmente normali per la singola persona, mentre in altri casi valori solo lievemente alterati devono suggerire ulteriori approfondimenti.

Cosa fare se il referto del campo visivo è alterato

Se nel referto compaiono aree scure, numeri anomali o segnalazioni di difetti nel campo visivo, è importante non allarmarsi ma rivolgersi subito a uno specialista. Un esame alterato può essere dovuto a molte cause, anche non gravi o transitorie, e spesso è necessario ripeterlo per confermare o chiarire il risultato.

Per qualunque dubbio o se il tuo referto è alterato, prenota una visita oculistica presso Smart Clinic. I nostri specialisti ti aiuteranno a chiarire il significato dei risultati e a programmare i successivi controlli.

Quando è necessario ripetere l’esame?

L’esame del campo visivo è spesso periodico nei pazienti con:

  • malattie croniche come il glaucoma (ogni 6-12 mesi o secondo indicazione);
  • alterazioni sospette emerse ad altri controlli o nuovi sintomi;
  • dopo interventi chirurgici o malattie neurologiche che potrebbero aver colpito la vista;

Il monitoraggio regolare consente di intervenire tempestivamente e valutare l’efficacia delle cure, costruendo un percorso di salute a lungo termine. Smart Clinic è al fianco dei pazienti per un controllo costante e personalizzato della funzione visiva.

Domande frequenti (FAQ)

  • Un difetto del campo visivo può essere corretto con gli occhiali?
    No. Gli occhiali servono a correggere miopia, astigmatismo o presbiopia, ma non possono ripristinare le aree del campo visivo perse a causa di patologie oculari o neurologiche.
  • Qual è la differenza tra campo visivo computerizzato e manuale?
    Il campo visivo computerizzato si esegue con strumenti automatici che registrano oggettivamente le risposte; il campo visivo manuale (come la campimetria Goldmann) viene eseguito da un operatore ed è impiegato in casi particolari.
  • Quanto dura l’esame del campo visivo e devo prepararmi?
    Dura in genere 15-20 minuti per occhio. Non richiede preparazione specifica, ma è utile portare gli occhiali abituali e referti precedenti se disponibili.